Abbattimento lupi in Lessinia, quote di prelievo già superate? Genovesi (Ispra): "Si potrà aprire una riflessione su una modifica, livelli di bracconaggio in aumento"
"Apriremo una riflessione nel momento in cui arriveranno dati preoccupanti sul bracconaggio" ha spiegato a il Dolomiti il dottor Piero Genovesi. Sulla manutenzione delle opere di prevenzione spiega: "Nella nostra relazione abbiamo richiamato le criticità, la necessità di vigilare e di una adeguata manutenzione dell'impianto perché sia efficace"

TRENTO. La decisione del governatore Fugatti di firmare un decreto per l'abbattimento di due lupi (QUI L'ARTICOLO) ha riacceso le polemiche sull'intervento della Provincia sui grandi carnivori.
Non è la prima volta che i lupi della Lessinia vengono presi di mira dalla Pat. Già nel luglio del 2023 Maurizio Fugatti aveva firmato un decreto simile con il quale si dava il via libera per l'abbattimento di due lupi del branco gravitante nell'area di Malga Boldera. La decisione era stata poi, però, bloccata dai ricorsi portati avanti dalle associazioni animaliste.
Un percorso che anche questa volta le associazioni hanno deciso di intraprendere nella speranza di poter salvare i due animali.
A far discutere, però, sono anche le cosiddette “quote di prelievo” che erano state fissate in passato e che, decise in modo prudenziale, potrebbero essere messe a rischio dall’ondata di bracconaggio già vista in Trentino con l'avvelenamento di 4 lupi nella zona di Levico a inizio anno. “Il conto degli animali che si possono prelevare deve tener conto del livello di bracconaggio che sta aumentando” ha spiegato il dottor Piero Genovesi, responsabile Ispra a il Dolomiti.
Dottor Genovesi, in passato era stata indicata una quota di abbattimento massimo di lupi per un territorio. Si parlava, per il Trentino, di un prelievo da 3 a 5 esemplari. A inizio anno quattro lupi sono stati rinvenuti morti. Se consideriamo i due possibili abbattimenti arriveremo a 6 lupi morti e supereremo il limite?
Sicuramente il conto degli animali che si possono prelevare deve tener conto del bracconaggio e quindi delle cause non naturali ma causate dall'uomo. L'Ispra, visto che i dati sugli abbattimenti illegali non sono sempre aggiornati e accurati, per le quote di prelievo ha stimato dei numeri bassi su una base molto cauta. Abbiamo quindi usato una forchetta che va dal 3 al 5% degli animali prelevabili.
Queste quote di prelievo potranno essere modificate?
Vedremo se riterremo opportuno modificare queste cifre. Apriremo una riflessione nel momento in cui arriveranno dati preoccupanti. Purtroppo il bracconaggio, e quindi l'uccisione degli animali per opera dell'uomo, è in aumento in tutta Italia. Si tratta di una materia molto difficile e, per non dipendere inizialmente da questi dati, in questo primo anno di “sperimentazione” delle quote, abbiamo deciso di identificare soglie molto contenute.
Il bracconaggio lo abbiamo considerato e l'impostazione data è quella di massima cautela.
Nel caso specifico dell'abbattimento di due lupi in Lessinia, nella relazione istruttoria viene riportato un deficit di manutenzione durante un controllo. La presenza di erba alta, per esempio, attorno al recinto. Ispra, nel dare il proprio parere favorevole, ha valutato questi aspetti?
Le relazioni hanno evidenziato questi limiti di cui si è tenuto conto. Nel parere abbiamo richiamato che non ci devono essere cortocircuiti nel recinto. È stato evidenziato come l'efficacia dell'opera di prevenzione dipenda molto dalla corretta gestione.
Nel caso specifico di Malga Boldera, effettivamente le misure di protezione ci sembrano tutto sommato adeguate e su questo ci eravamo espressi già in passato. Anche perché sull'allevamento bovino la prevenzione ha limiti.
Nella nostra relazione abbiamo comunque richiamato le criticità, la necessità di vigilare e di una adeguata manutenzione dell'impianto. È sicuramente difficile verificare la situazione al momento della predazione ma richiamiamo alle amministrazioni una forte attenzione.
Qui mancavano anche i cani di guardiania. È un aspetto valutato?
L'uso in questo caso specifico non è applicabile e questo dipende dalle condizioni dell'allevamento, che è basato su un consorzio con diversi proprietari, vigilati tramite presenza temporanea di diversi pastori, condizione questa che rende difficoltoso mantenere una muta di cani.
Sta di fatto che Ispra evidenzia nella propria relazione che l’eventuale prelievo di due esemplari non assicura l’azzeramento del rischio di ulteriori predazioni.
Abbattere due lupi non è detto che ottenga chissà quali risultati. Ma rientra nelle misure previste dalla norma europea che al momento non è stata ancora modificata. Noi abbiamo espresso il nostro parere nel quadro normativo precedente alle modifiche perché ad oggi l'Italia non ha ancora modificato il proprio quadro di applicazione.












