“Uccidere due lupi una scelta irresponsabile”, le associazioni contro il decreto Fugatti, pronto il ricorso al Tar: “Violerebbe il limite massimo di prelievi”
Le associazioni giudicano “incomprensibile” decisione di dare parere favorevole di Ispra: "Da un lato evidenzia carenze strutturali nelle strategie di prevenzione attuate ma dall’altro considera soddisfatto il secondo criterio necessario per la concessione di deroghe, che prevede che siano state applicate tutte le strategie possibili per limitare il rischio di predazioni”

TRENTO. “Uccidere due lupi 'a caso' è una scelta irresponsabile e incostituzionale e il Consiglio di Stato lo ha già più volte rilevato. È la negazione di ogni principio di tutela della biodiversità sancito dall’articolo 9 della nostra Costituzione. Stiamo preparando un ricorso che presenteremo al Tar di Trento nelle prossime ore, vogliamo fermare l’approccio della Provincia che prosegue la sua politica di gestione della convivenza con i grandi carnivori basata solamente su soluzioni violente, sproporzionate e soprattutto inefficaci”. Lav, Enpa, Lndc e Wwf sono pronti a dare battaglia ancora una volta per quanto riguarda la decisione del governatore Maurizio Fugatti di abbattere due lupi nella zona della Lessina trentina. (QUI L'ARTICOLO)
Il decreto è stato firmato nella giornata di ieri. Non è la prima volta che i lupi della Lessinia vengono presi di mira dalla Pat. Già nel luglio del 2023 Maurizio Fugatti aveva firmato un decreto simile ma era stato poi bocciato dai ricorsi portati avanti dalle associazioni animaliste. Ora il governatore ha deciso di riprovarci, puntando a compire l'abbattimento in tempi brevi.
“Due lupi saranno uccisi per aver fatto i lupi predando intorno a Malga Boldera, dove – guarda caso – ancora una volta la recinzione era fatiscente e la prevenzione applicata era dunque inadeguata” spiegano le associazioni che sottolineato, fra le altre cose, un altro aspetto importante: “A inizio anno in Trentino ben quattro lupi sono stati uccisi con il veleno, quindi se Fugatti dovesse procedere con l’uccisione di ulteriori due lupi, violerebbe il limite massimo annuale di 3-5 lupi che sarebbe possibile rimuovere secondo il protocollo di Ispra per non incidere negativamente sullo stato di conservazione della popolazione”.
Il Corpo Forestale trentino nelle sue relazioni ha evidenziato che la recinzione “risultava in parte carente nella manutenzione, in particolare per la presenza di erba alta in alcuni punti lungo il perimetro”. Un elemento, “che da solo può rendere del tutto inefficace la protezione in quanto l’elettricità viene scaricata a terra. Mentre i fili elettrificati in alcuni punti presentavo una distanza di 30-35 centimetri fra i diversi conduttori, cosa che indubbiamente facilita il superamento della barriera da parte dei lupi” spiegano Lav, Enpa, Lndc e Wwf.
“Nonostante ancora una volta siano state accertate gravi lacune nella protezione degli animali allevati, anche quest’anno, come nel 2023, siamo di fronte all’ennesimo ingiustificato atto di forza – dichiarano le associazioni – e Fugatti sceglie la via più facile e violenta: sparare a due lupi per accontentare quegli allevatori che non si adeguano alla presenza di predatori adottando strategie di prevenzione efficaci”.
Nello stesso decreto firmato da Fugatti si legge che a Malga Boldera non erano presenti cani da guardiania quando lo stesso Ispra nel suo parere positivo all’uccisione dei lupi, sostiene “l’opportunità di avvalersi di esperti per valutare la possibilità di un graduale inserimento di alcuni cani da protezione all’interno del recinto, in modo da ottenere un effetto di dissuasione decisamente superiore a quello rappresentato dal solo recinto elettrificato”.
Le associazioni giudicano “incomprensibile” decisione di dare parere favorevole di Ispra. “Infatti come nel caso del lupo ucciso in Alto Adige alcune settimane fa, da un lato Ispra evidenzia carenze strutturali nelle strategie di prevenzione attuate (distanza tra i fili elettrificati non conforme, probabile manutenzione del recinto non capace di rilevare le evidenti mancanze, assenza di cani da guardiania all’interno del recinto), ma dall’altro considera soddisfatto il secondo criterio necessario per la concessione di deroghe, che prevede che siano state applicate tutte le strategie possibili per limitare il rischio di predazioni”.













