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Bolzano
10 agosto | 12:45

Lupi, le associazioni puntano sul Consiglio di Stato. Lav, Lndc e Enpa contro Kompatscher: "Ucciderne due a caso per pecore incustodite è un atto violento e senza basi scientifiche"

L'intervento dopo che è stato bocciato dal Tar anche il secondo ricorso presentato dalle associazioni animaliste per salvare i lupi dell'Alto Adige. Le associazioni sono pronte a presentare ricorso al Consiglio di Stato

Lupi, le associazioni puntano sul Consiglio di Stato
di Redazione

BOLZANO. Le associazioni Lav, Lndc e Enpa stanno già preparando un ricorso al consiglio di stato per una diffida al governatore altoatesino Arno Kompatscher e al corpo forestale provinciale affinché non eseguano l'ordine di uccisione nelle more dei ricorso.  A farlo sapere sono le stesse associazioni dopo la notizia nelle scorse ore della bocciatura dal Tar anche del secondo ricorso presentato per salvare i lupi dell'Alto Adige. (Qui l'articolo

 

Il Presidente del Tar di Bolzano, dopo aver convocato ieri la Provincia autonoma di Bolzano e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per avere ulteriori chiarimenti e integrazioni sulla vicenda delle predazioni avvenute a Malga Furgles, ha deciso di far cadere la sospensiva accordata qualche giorno fa. “Ha così legittimato – spiegano in una nota le associazioni -  l’esecuzione immediata dell’uccisione dei lupi”. 

 

E questo nonostante sia stata fissata al 9 settembre una udienza collegiale per discutere della sospensiva chiesta con i ricorsi delle Associazioni. “Accogliamo con enorme dispiacere e grande amarezza la decisione presa dal Presidente del Tar” dichiarano Lav, Lndc ed Enpa. “ Uccidere due lupi a caso perché alcune pecore incustodite sono state predate è un atto violento, che non trova giustificazione in alcuna teoria scientifica”.

 

Le tre associazioni spiegano che solo l’utilizzo dei sistemi di prevenzione può evitare le predazioni, mentre l’uccisione dei lupi può determinane addirittura l’incremento. Tanto più in questo caso, nel quale i lupi non possono essere considerati responsabili per avere predato alcune pecore che, come si legge nei documenti della Provincia di Bolzano, erano state lasciate fuori dal loro recinto dallo stesso allevatore che ne aveva l’obbligo di custodia.

 

Poiché un lupo è già stato illegalmente ucciso con il veleno in Provincia di Bolzano, - continuano  Lav, Lndc ed Enpa -  se i forestali dovessero procedere con l’uccisione di quelli condannati a morte da Kompatscher, verrebbe superata la quota massima annuale di 1-2 lupi imposta da Ispra, comportando così un grave rischio per la tutela della specie”.

 

Intanto per il 9 settembre sarebbe stata fissata l'udienza per la trattazione collegiale della sospensiva di uccisione. “Ma visto il provvedimento del Presidente del Tar, ora i lupi sono di nuovo in pericolo. Se venissero uccisi in questi giorni, l’appuntamento di settembre non avrebbe più senso di esistere” concludono le associazioni. 

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