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Bolzano
10 settembre | 16:08

"Stop agli abbattimenti dei lupi", LNDC fa ricorso. "La convivenza con i lupi richiede impegno, prevenzione e responsabilità"

La Lega Nazionale Del Cane (LNDC) chiede lo stop agli abbattimenti dei lupi: "La Provincia privilegia la soluzione più drastica. Prima servirebbero misure di prevenzione ecologiche e non cruente"

"Stop agli abbattimenti dei lupi", LNDC fa ricorso
Foto di archivio

BOLZANO. Stop all’uccisione dei lupi. Lo chiede LNDC Animal Protection, che martedì 8 settembre 2026 ha depositato il ricorso al Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione autonoma di Bolzano contro il piano della Provincia che autorizza l’uccisione di tre lupi nel corso del 2026.

 

Due esemplari sono stati già abbattuti: uno il 5 luglio (QUI ARTICOLO), mentre l’altro l’1 settembre (QUI ARTICOLO). La decisione di procedere è arrivata in seguito alle predazioni di pecore e capre avvenute intorno a Malga Fojedora, nel Comune di Marebbe, comunicava la Provincia. Il provvedimento, firmato dal presidente Arno Kompatscher, prevede “per l’anno 2026 il prelievo tramite abbattimento di tre esemplari di lupo nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano”. LNDC chiede al giudice di sospendere immediatamente l’ultima autorizzazione.

 

Il ricorso di LNDC non si limita a contestare queste ultime decisioni, ma impugna innanzitutto la norma del 2025, che consente di autorizzare le uccisioni sulla base dello stato di conservazione favorevole della specie. Secondo LNDC questo sarebbe in conflitto con la normativa nazionale, che prevede una gerarchia di interventi: prima metodi di controllo ecologici e non cruenti; poi, se questi si rivelano inefficaci, l’abbattimento.

 

L’associazione sostiene che la Provincia abbia “privilegiato la decisione più drastica senza dimostrare in modo rigoroso che gli strumenti di prevenzione fossero stati realmente applicati e si fossero rivelati insufficienti”. Anzi, LNDC sostiene, citando il rapporto ISPRA-MUSE 2023, che tutte le predazioni accertate avvenute in Alto Adige tra il 2015 e il 2022 sarebbero avvenute in totale assenza di strumenti di prevenzione.

 

Un altro punto portato avanti dall’associazione riguarda l’efficacia degli abbattimenti nel prevenire le predazioni. LNDC afferma “Dopo l'uccisione del primo lupo, le predazioni sono proseguite e la Provincia ha utilizzato proprio la loro prosecuzione per dare l’autorizzazione ad uccidere il secondo esemplare”.

 

Non vogliamo negare la necessità di tutela degli allevatori, quanto piuttosto il metodo scelto dalla Provincia: trasformare l'uccisione in uno strumento ordinario di gestione della fauna, anziché un'estrema eccezione dopo aver verificato l'efficacia delle misure non cruente, proporzionate e scientificamente fondate”, precisa LNDC. 

 

Ora sta tutto nelle mani del Tribunale, che potrebbe accogliere la richiesta di custodia cautelare, fermando l’abbattimento di un terzo lupo

 

“La convivenza con i lupi richiede impegno, prevenzione e responsabilità. Significa affrontare i problemi con strumenti adeguati, senza trasformare il fucile nella risposta abituale. Continueremo a difendere i lupi e a contestare le scelte che riteniamo ingiustificate”, conclude Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection..

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