Caccia aperta (di nascosto?) a un lupo in Alto Adige, spunta un decreto del presidente della Provincia che parla per quest'anno di rimuovere 3 esemplari
Dopo la rimozione di un lupo a luglio, il corpo forestale è stato incaricato nel week end appena trascorso di abbattere un altro esemplare. La prevenzione non sembra irreprensibile ma la decisione della Provincia di Bolzano è stata presa

BOLZANO. E' caccia aperta a un lupo in Alto Adige. Il corpo forestale è attivo, ancora una volta in zona Marebbe. Dopo abbattimento a inizio luglio (Qui articolo), le operazioni sono state rinnovate per un altro esemplare negli scorsi giorni.
A stabilire luce verde alla rimozione dell'esemplare nell'area di malga Fojedöra è un decreto firmato da Arno Kompatscher, il presidente della Provincia di Bolzano ha dato il via libera alle operazioni senza comunicazioni ufficiali ma tramite un documento naturalmente pubblico ma non semplice da trovare sulle piattaforme provinciali.
A ogni modo il provvedimento non lascia spazio a interpretazioni fin dall'oggetto: "Prelievo di un lupo tramite abbattimento ai sensi all'articolo 11 della direttiva 92/43/Cee e dell'articolo 4, comma 2-bis, 2-ter e 2-quater della legge provinciale 14/1987 nei Comuni di Marebbe, Braies e Valdaora".
Il corpo forestale provinciale nell'ambito del monitoraggio del lupo e della raccolta dei dati relativi ai danni ai patrimoni zootecnici, ha accertato e confermato che nel Comune di Marebbe, "in particolare nella località della malga Fojedöra, nel periodo dal 22 al 30 giugno si sono verificati ripetuti attacchi ai danni di animali da allevamento da parte di lupi, che hanno comportato la perdita di 6 pecore e 1 capra". Dal 2021 specifica, la Provincia di Bolzano, anche con una correzione alla premessa, che sono state predate 57 pecore e 5 capre.
Da qui la decisione di procedere alla rimozione di un esemplare con un decreto il 2 luglio scorso con un primo prelievo portato a termine nei giorni successivi. Nonostante, però, l'abbattimento di un lupo, nel periodo dal 1 luglio al 28 agosto, sono state verificate altre 11 predazioni (9 pecore e 2 capre) tra malga Fojedöra e malga Sennes.
"Come già confermato nel verbale di servizio del corpo forestale provinciale, gli animali da allevamento sono custoditi da 2 pastori che effettuano controlli quotidiani. Alcuni animali (bovini giovani e capre da latte) rimangono in stalla durante la notte. Il prelievo di lupi responsabili di danni contribuisce in modo indiretto a garantire la continuità della tradizionale economia di pascolo e di alpeggio e tutela, pertanto, la conservazione del paesaggio culturale, bene protetto a livello costituzionale".
Una disposizione a fronte di una prevenzione che non sembra irreprensibile in quanto non vengono citati nel documento la presenza di reti elettrificate e cani di guardiania, ma solo un controllo "continuativo e quotidiano" di due pastori sull'alpeggio, così come il ricovero di alcuni animali nelle stalle in zona.
Il documento è "conforme alla giurisprudenza, secondo cui la tutela del valore paesaggistico quale 'valore primario e assoluto' ai sensi dell’art. 9 della Costituzione richiede una salvaguardia attiva dell’uso agro‑pastorale, poiché il suo abbandono innesca un processo di degrado fino alla regressione del paesaggio culturale a paesaggio naturale originario, con conseguente perdita delle sue caratteristiche ecologiche, paesaggistiche, della biodiversità e delle relative funzioni ecosistemiche (Corte Costituzionale, sentenza n. 367/2007; Trga Bolzano, decreto presidenziale n. 89/2025 del 09.08.2026; Cons. Stato, sez. VI, sentenza n. 5009 del 1.7.2021)".
C'è un altro elemento che emerge nel documento firmato da Kompatscher il 28 agosto scorso. L'Alto Adige ha già previsto "per l’anno 2026 il prelievo tramite abbattimento di 3 esemplari di lupo nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano".
Una previsione disposta, si legge nel decreto, sulla base di valutazioni tecniche, qualora, venga accertato che i "lupi mettano in pericolo la tutela dell'allevamento, della biodiversità o della sicurezza pubblica".














