Il lupo è salvo: il TRGA sospende il decreto di abbattimento in Alto Adige
Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa accoglie il ricorso urgente di LNDC Animal Protection e blocca l'uccisione del terzo lupo autorizzata dalla Provincia nei territori di Ultimo e Castelbello-Ciardes

BOLZANO. Il lupo è salvo. Lo si può dire con certezza oggi, 14 settembre, dopo che il Presidente del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha accolto l'istanza cautelare monocratica presentata da LNDC Animal Protection, sospendendo il decreto con cui la Provincia autonoma di Bolzano aveva autorizzato l'uccisione del terzo lupo previsto dal piano di abbattimenti 2026.
Il decreto sospeso era stato firmato appena tre giorni fa, l'11 settembre, e riguardava un'area enorme, i territori comunali di Ultimo e Castelbello-Ciardes, per una superficie complessiva di oltre 260 chilometri quadrati.
Alla base del provvedimento, le predazioni registrate tra il 15 giugno e l'8 settembre in alcune malghe del comune di Ultimo, dove erano stati contati 22 ovini e 4 caprini morti o dispersi.
Un decreto che aveva già sollevato le critiche dell'associazione "Io non ho paura del lupo", secondo cui il documento non descriveva alcuna misura di prevenzione effettivamente adottata nei pascoli interessati, né recinzioni elettrificate, né ricovero notturno, né cani da protezione, e che ricordava il precedente di Marebbe, dove dopo il primo abbattimento le predazioni erano comunque proseguite, portando a un secondo prelievo autorizzato ed eseguito dalla Provincia.
La vicenda giudiziaria, però, si è mossa a ritmi ancora più serrati.
La scorsa settimana LNDC Animal Protection aveva già impugnato davanti al TRGA il decreto generale con cui la Provincia autorizzava, per l'anno in corso, la rimozione mediante abbattimento di un massimo di tre lupi sul territorio altoatesino. In quella occasione il Presidente del Tribunale aveva respinto la richiesta di sospensiva urgente sul piano generale, ritenendo che il provvedimento in sé non producesse un danno immediato, ma aveva anche precisato che un eventuale decreto attuativo di abbattimento avrebbe potuto essere impugnato con una nuova richiesta cautelare. Una porta lasciata volutamente aperta, che si è rivelata decisiva.
La Provincia, dal canto suo, non ha perso tempo. Venerdì 11 settembre ha infatti emanato il decreto che disponeva l'abbattimento del terzo lupo previsto dal piano 2026.
La risposta di LNDC Animal Protection è arrivata altrettanto rapida, la mattina di sabato 12 settembre ha notificato un nuovo ricorso al TRGA, chiedendo la sospensione urgente del provvedimento prima che un terzo lupo venisse ucciso.
Oggi il Presidente del TRGA ha accolto la richiesta, riconoscendo che, dopo l'abbattimento dei primi due esemplari, consentire anche il terzo prelievo prima della decisione collegiale avrebbe reso irreversibile la controversia, svuotando di significato la successiva pronuncia del Tribunale.
Nelle motivazioni del decreto viene inoltre evidenziato che il periodo dell'alpeggio è ormai pressoché concluso, e che di conseguenza il rischio di nuove predazioni nelle settimane che precedono l'udienza collegiale risulta significativamente ridotto.
"Oggi possiamo dire di aver salvato un lupo - dichiarano gli avvocati Paolo Letrari e Michele Pezone, che hanno proposto il ricorso. "La Provincia di Bolzano ha cercato di accelerare verso il terzo abbattimento, ma siamo intervenuti immediatamente e il TRGA ci ha dato ragione, sospendendo il decreto prima che potesse essere eseguito. È una decisione fondamentale, perché evita un danno irreparabile e restituisce senso alla tutela giurisdizionale."
LNDC Animal Protection tiene comunque a precisare che il Tribunale non si è ancora pronunciato sulla legittimità del piano di abbattimenti della Provincia, ma ha ritenuto prevalente, in questa fase, la necessità di evitare che il terzo lupo venisse ucciso prima dell'esame collegiale della vicenda. Quell'esame è già fissato, l'udienza cautelare collegiale si terrà il 14 ottobre 2026, data in cui il TRGA affronterà sia il ricorso contro il piano provinciale di abbattimenti sia quello specifico contro il decreto relativo al terzo lupo.
"Questa è una vittoria importante, ma è solo il primo passo - commenta Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection -. Continuiamo a sostenere che gli abbattimenti non rappresentino una soluzione efficace alla gestione dei conflitti con la fauna selvatica e che la Provincia dovrebbe investire nelle misure di prevenzione e di convivenza, non nelle fucilate."


















