"L'Alto Adige vuole uccidere un altro lupo ma abbiamo fatto ricorso al Tar: speriamo che i giudici si pronuncino prima che sia tardi"
Le associazioni non ci stanno, Leal e Federazione Nazionale Pro Natura depositano al Tar un'istanza cautelare di sospensiva dell'abbattimento del terzo lupo in Alto Adige: "Bolzano dichiara guerra alla Natura violando le regole europee e senza prevenzione"

BOLZANO. "Depositata ieri, 12 settembre, al Tar di Bolzano l'istanza per sospendere l'abbattimento illegittimo del terzo lupo. L’istanza segue il deposito di un vero ricorso sull’operato della Provincia autonoma di Bolzano".
Sono le associazioni animaliste Leal e Federazione Nazionale Pro Natura, con il supporto di Green Impact e Agr, ad annunciare di essere passate dalle parole ai fatti: il riferimento chiaramente è a quanto sta avvenendo in Alto Adige, dove nelle ultime ore è stato firmato dal presidente della Provincia Arno Kompatscher il decreto con cui procedere all'abbattimento di un lupo. Situazione su cui è già intervenuto, per il Dolomiti, anche il responsabile fauna selvatica di Ispra Piero Genovesi (qui l'articolo).
"Mancanza di competenza nella gestione della Natura come bene collettivo, violazione delle regole europee, mancata istruttoria sui metodi non letali, assenza di reali metodi di prevenzione: è questa la ricetta della Giunta provinciale guidata da Arno Kompatscher per dichiarare guerra ai lupi", dicono le associazioni.
Il terzo decreto di abbattimento è relativo ai territori comunali di Ultimo e Castelbello-Ciardes, e cita 22 ovini e 4 caprini uccisi o dispersi tra il 15 giugno e l’8 settembre. "Ma lo stesso decreto - incalzano Leal e Pro Natura - non descrive alcuna misura di prevenzione adottata nei pascoli interessati: nessuna recinzione elettrificata, nessun ricovero notturno, nessun cane da guardiania. Il bestiame risulta allevato prevalentemente al pascolo libero, con controlli non continuativi. Per questi pochi capi mai difesi, la Provincia sacrifica una specie che l’Europa intera sta faticosamente riportando in vita".
"La soluzione al conflitto tra pastorizia e lupo esiste già, ed è l'applicazione dei metodi di prevenzione - dichiarano le associazioni - che si debba invece ricorrere al fucile è un artificio: con la mancata adozione dei sistemi di prevenzione e con abbattimenti illegittimi, la Provincia di Bolzano sta facendo guerra al proprio bene economico principale: la Natura".
Il problema secondo Leal e Pro Natura non è il lupo, ma la mancata adesione alla coesistenza che comincia con l’uso dei sistemi di prevenzione.
"Il lupo peraltro è tutelato dalla Direttiva Habitat e dalla legge 157 del 1992 proprio perché la sua conservazione è un interesse condiviso dello Stato italiano e dell’Unione europea, non una decisione che una singola provincia può prendere a piacimento, ignorando pareri obbligatori e procedure di legge, come nel caso dell’ultimo decreto, firmato senza nemmeno interpellare l’Ispra. A mancare non è solo quel parere: l'articolo 16 della Direttiva Habitat consente di derogare al divieto di uccisione del lupo solo quando non esista un'altra soluzione valida, e impone all'autorità che concede la deroga di documentare le soluzioni alternative esaminate e i motivi del loro mancato accoglimento. Nei decreti bolzanini non risulta alcuna istruttoria sui metodi non letali come per esempio recinzioni, cani da guardiania, dissuasori acustici o luminosi, ricoveri notturni, né una motivazione che ne spieghi l'insufficienza nel caso concreto: un requisito di legge europea semplicemente saltato".
A questo si aggiunge una prassi descritta come ormai sistematica e già tirata in ballo dalla Lav nelle scorse ore (qui l'articolo): "I decreti di abbattimento - si legge - vengono firmati e diffusi a ridosso o durante il fine settimana e l'esecuzione segue nell'arco di poche ore, lasciando alle associazioni un tempo materiale insufficiente per presentare ricorso al Tar. È una totale mancanza di adesione alle procedure dello Stato, pensate proprio per garantire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni alla vita pubblica. Il messaggio della Giunta è chiaro, quasi non detto ma leggibile in ogni riga dei suoi decreti: 'Facciamo e disfiamo come vogliamo', senza controllo e senza contraddittorio".
Ecco perché Leal e Federazione Nazionale Pro Natura, con il supporto di Green Impact e Agr, hanno depositato al Tar un'istanza cautelare di sospensiva dell'abbattimento del terzo lupo, e un vero e proprio ricorso contro la Provincia di Bolzano per il suo operato nei confronti del lupo, bene collettivo di interesse europeo, proprio per "rompere lo schema che finora ha impedito ai giudici di pronunciarsi prima che l'animale venisse ucciso".













