Lupi, Fugatti firma il decreto per l'abbattimento di due esemplari in Lessinia. Ispra: "Il prelievo non assicura l’azzeramento del rischio di ulteriori predazioni"
Nel decreto firmato da Fugatti si incarica il Corpo Forestale del Trentino di abbattere due lupi nell'area della Lessinia trentina e di procedere "immediatamente" a seguito della pubblicazione dell'atto sull'albo telematico. Già nel luglio del 2023 il governatore aveva firmato un decreto simile con il quale si dava il via libera per l'abbattimento di due esemplari del branco gravitante nell'area di Malga Boldera. La decisione era stata poi bloccata dai ricorsi delle associazioni animaliste

TRENTO. I lupi presenti in Lessinia tornano nel mirino della Provincia. Il governatore Fugatti nelle scorse ore ha firmato il decreto attraverso il quale incarica il Corpo Forestale del Trentino “di prelevare mediante abbattimento il numero massimo di 2 esemplari di lupo del branco gravitante nell’area della Lessinia trentina” e inoltre si specifica di procedere “immediatamente” a seguito della pubblicazione dell'atto sull'albo telematico della Provincia autonoma di Trento.
Non è la prima volta che i lupi della Lessinia vengono presi di mira dalla Pat. Già nel luglio del 2023 Maurizio Fugatti aveva firmato un decreto simile (QUI L'ARTICOLO) con il quale si dava il via libera per l'abbattimento di due lupi del branco gravitante nell'area di Malga Boldera. La decisione era stata poi, però, bocciata dai ricorsi portati avanti dalle associazioni animaliste.
Anche questa volta la zona che viene citata all'interno del decreto è quella dei pascoli d’alpeggio ricadenti nella parte trentina dei monti Lessini all’interno del compendio della malga Boldera, nel comune di Ala. Qui, viene precisato, “nel mese di agosto 2025 il Corpo Forestale del Trentino ha accertato gravi danni causati da lupi” ripetuti in meno di 30 giorni.
Nella relazione istruttoria, inoltre, vengono riportati i dati dal 2013 al 2025 riferiti alla Lessinia trentina dove, sempre secondo quanto riportato dalla Pat, ci sono stati 136 danni ai patrimoni bovini, equini e, in minima parte, ovini. “Un ulteriore evento occorso nel 2025 – viene spiegato – ha comportato il ferimento di due cani. Il 45% dei danni si verifica nei mesi di agosto e settembre quando, a conferma di quanto noto a livello bibliografico, i cuccioli dell’anno aumentano le proprie esigenze alimentari e iniziano a seguire gli adulti a caccia”.
In tutto ci sono stati 143 capi morti, nello specifico 132 bovini, 10 equini e 1 ovino. Altri 31 capi (30 bovini e 1 asino) sono stati feriti. Per quanto riguarda malga Boldera, gli eventi di danno registrati dal 2015 al 2025 sono stati 21: tutti hanno interessato esclusivamente patrimoni zootecnici bovini di sesso femminile. In totale sono stati feriti 10 capi e ne sono morti 27. L’85% dei 27 capi morti erano animali giovani di età compresa tra uno e quindici mesi.
Nello specifico di malga Boldera, secondo quanto ricostruito nella relazione istruttoria, i due episodi a stretto giro si sono verificati l’11 e il 13 agosto 2025. Precedentemente, il 18 giugno 2025, si era già verificato un danno all’esterno del recinto che ha interessato un bovino adulto di un anno e sette mesi. “L’11 agosto – continua la relazione – è stato accertato dal personale forestale un attacco da lupo che ha interessato 3 vitelle giovani di 9 mesi, avvenuto all’interno del recinto elettrificato a 7 fili posto a protezione delle stesse, all’interno del quale dunque i lupi sono entrati. Al momento dell’accertamento è stata verificata la funzionalità del recinto elettrificato che è risultato essere in ordine e funzionante, con una tensione elettrica superiore al limite minimo considerato per ritenere un’opera di prevenzione idonea (3000 V)”.
Nel verbale di accertamento è stato anche evidenziato che “a un controllo effettuato la settimana precedente il recinto risultava in parte carente nella manutenzione, in particolare per la presenza di erba alta in alcuni punti lungo il perimetro”.
Il 13 agosto 2025 un nuovo danno ha interessato il pascolo della malga. Nella relazione viene spiegato che questa volta sono stati coinvolti “5 animali di età compresa tra 14 e 17 mesi, tutti custoditi all’interno del recinto e ritrovati morti in vari punti, all’interno e lungo il suo perimetro. Durante il sopralluogo gli accertatori hanno evidenziato che in alcuni punti la distanza tra i corsi dei conduttori era di 30-35 centimetri”.
Nel decreto viene anche citato il parere di Ispra che, nell'analizzare l’uso dei sistemi di prevenzione adottati a malga Boldera, aggiunge che “una parte delicata dell’uso di un simile recinto è rappresentata dalla necessità che il primo filo sia sempre sufficientemente basso da impedire agli individui di passare sotto, garantendo al contempo l’assenza di cortocircuiti causati dall’erba che potrebbe entrare in contatto soprattutto con il primo filo posto a 15 centimetri da terra (cortocircuiti, peraltro, facilitati dall’umidità notturna). Nella parte sud, che è risultata più esposta alle incursioni, sono stati posti anche 3 dissuasori acustici automatici forniti dalla Provincia”.
Ispra ricorda poi che il suo compito è quello di verificare se per il caso presentato sussistano le condizioni imposte dalla legge provinciale 9/2018 e dal DPR 357/97 per ricorrere alla rimozione degli esemplari di lupo, ossia che tale intervento avvenga per prevenire danni gravi alle attività produttive, che metodi alternativi siano risultati inefficaci e che tale rimozione non incida negativamente sullo stato di conservazione favorevole della popolazione.
Ispra conferma quanto contenuto nella relazione istruttoria, e cioè che i casi di predazione avvenuti rappresentano “un danno grave a breve termine e che sia quindi soddisfatta la prima condizione richiesta dalla norma” e aggiunge che “poiché il Comune di Ala è lo stesso nel quale ricade la malga Boldera, oggetto della presente richiesta di parere, il caso risulta soddisfare sia il criterio del danno grave a breve termine, come illustrato sopra, sia quello del danno grave cronico”.
Per quanto riguarda la seconda condizione prevista, viene spiegato nel decreto, Ispra la ritiene soddisfatta, e al riguardo richiama la relazione istruttoria della Provincia in merito allo stato del recinto di prevenzione al momento delle predazioni ed evidenzia, in relazione al fatto che “...la recinzione non era risultata in ordine nel sopralluogo successivo al secondo evento, in quanto in alcuni punti la distanza tra i fili elettrici era risultata di 35 cm, mentre il valore ottimale era stato definito in 20 cm…”, che “...ritiene possibile avanzare l’ipotesi che siano stati i lupi stessi a creare i varchi, anche durante l’evento stesso, eventualmente a causa di un’energia della scossa non sufficiente...”.
In merito alla sostenibilità del prelievo, ossia la terza condizione prevista dalla norma, Ispra esprime “la valutazione secondo cui la rimozione di due individui nel territorio della Provincia nel 2025 non inciderebbe sulla conservazione della popolazione di lupi oggetto di prelievo”.
L'istituto raccomanda poi che “gli abbattimenti siano realizzati nelle immediate circostanze del sito di registrazione degli eventi, al fine di aumentare la probabilità di intervenire sul branco responsabile delle predazioni” ed “evidenzia che l’eventuale prelievo di due esemplari non assicura l’azzeramento del rischio di ulteriori predazioni, e potrebbe quindi essere seguito da ulteriori danni al bestiame bovino ed equino. Al riguardo, oltre a raccomandare il miglioramento delle misure di prevenzione, si ritiene necessario venga assicurato un attento monitoraggio degli effetti della rimozione sia in termini di riduzione delle predazioni sia sulle dinamiche del nucleo di lupi presenti nell’area”.
Sempre nel decreto firmato da Fugatti si spiega che i danni, concentrati a malga Boldera, assumerebbero un carattere di gravità tale che “potrebbero portare a un’ulteriore pesante perdita economica diretta – rappresentata dal valore del bestiame predato – e indiretta, con conseguente abbandono dell’attività di alpeggio, impatto sui servizi ecosistemici connessi all’attuale assetto silvo-pastorale e contestuale perdita per il comparto dell’economia di montagna”.
Ecco allora che il governatore ha dato incarico al Corpo forestale di procedere all'abbattimento di due esemplari di lupo nella zona della Lessinia trentina e che i prelievi con abbattimento avvengano entro la fine del periodo di pascolo 2025.












