La sparizione della lupa Ludovica e l’ombra del bracconaggio, 'Io non ho paura del lupo': "Questo caso non può aggiungersi alla lista dei fascicoli archiviati senza esito"
Il radiocollare della lupa Ludovica, catturata il primo aprile 2025 nell’ambito del progetto nazionale WolfNext, ha cessato di trasmettere. La scomparsa del segnale rappresenta una perdita rilevante per le attività di ricerca e gestione del lupo nel Parco Nazionale dello Stelvio. "Serve un segnale forte che ristabilisca il primato della legalità e scoraggi chi ritiene di poter agire nell'impunità” ha spiegato Daniele Ecotti, presidente di 'Io non ho paura del lupo'

TRENTO. “Questo episodio si inserisce in una sequenza allarmante di eventi che stanno raccontando il Trentino come un possibile teatro di crimini contro la biodiversità”. L’associazione Io non ho paura del lupo interviene sul caso della sparizione della lupa “Ludovica”, l’esemplare presente nel Parco Nazionale dello Stelvio, dotato di radiocollare e del quale non si hanno più notizie (QUI L'ARTICOLO).
Si tratta dell’ennesimo episodio di una stagione drammatica per la fauna protetta, spiega ancora l’associazione. La Val di Sole, già interessata da altri episodi analoghi – tra cui il rinvenimento di due orsi morti a Caldes nel giro di pochi mesi – rischia oggi di consolidare un’immagine di territorio ostile ai grandi carnivori.
“Quello che è successo si inserisce in un contesto molto polarizzato, fra chi invoca una protezione assoluta e indiscriminata e, dall’altro, chi alimenta sistematicamente ostilità e paura nei confronti dei grandi carnivori. È necessaria una condanna inequivocabile, accompagnata da indagini celeri e rigorose. Serve un segnale forte che ristabilisca il primato della legalità e scoraggi chi ritiene di poter agire nell’impunità”, ha affermato Daniele Ecotti, presidente di Io non ho paura del lupo.
Sull’episodio pesa purtroppo l’ombra del bracconaggio: un reato grave che richiede la collaborazione attiva di istituzioni, comunità locali, forze dell’ordine e magistratura.
“Rivolgiamo un appello alla Procura competente: questo caso non può aggiungersi alla lista dei fascicoli archiviati senza esito. Il numero crescente di episodi irrisolti costituisce una falla evidente nel sistema di tutela. Sono necessari mezzi investigativi adeguati e un coordinamento efficace tra le forze dell’ordine. Le continue archiviazioni equivalgono a svuotare di significato le norme di protezione ambientale”.














