Lupo avvelenato in Trentino? Presentata una denuncia, Lndc Animal Protection: "Servono subito delle indagini per trovare i responsabili"
L'associazione chiede un’indagine immediata per individuare i responsabili, denunciando una narrazione istituzionale che da anni alimenta paura e ostilità nei confronti dei grandi carnivori. L'ipotesi, che dovrà essere confermata o meno dalle analisi, è quella di un avvelenamento

TRENTO. “Da anni assistiamo a una narrazione istituzionale che tende a demonizzare specie come lupi e orsi, alimentando paure spesso infondate e contribuendo a creare un clima che può sfociare anche in gesti estremi e illegali come l’avvelenamento”. LNDC Animal Protection ha deciso di presentare una denuncia dopo l'episodio a Primiero San Martino di Castrozza di un esemplare di lupo ritrovato senza vita e a fianco dell'animale è stato rinvenuto anche un boccone, che è stato prelevato dai forestali intervenuti e inviato per tutte le analisi del caso all'Istituto Zooprofilattico.
“Questo episodio non rappresenta purtroppo un caso isolato. In Trentino, infatti, negli ultimi anni si sono già verificati diversi episodi sospetti o accertati di avvelenamento di lupi, tra cui il ritrovamento di più esemplari morti in circostanze analoghe, a dimostrazione di un fenomeno preoccupante e tutt’altro che sporadico” viene spiegato dall'associazione.
L'associazione chiede un’indagine immediata per individuare i responsabili, denunciando una narrazione istituzionale che da anni alimenta paura e ostilità nei confronti dei grandi carnivori. L'ipotesi, che dovrà essere confermata o meno dalle analisi, è quella di un avvelenamento.
“Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo che conferma come la Provincia Autonoma di Trento sia diventata, purtroppo, un territorio ostile nei confronti degli animali selvatici” ha affermato Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection.
“Chi dissemina bocconi avvelenati compie un atto vile e pericoloso che non solo uccide animali protetti, ma mette a rischio interi ecosistemi e la sicurezza pubblica. È fondamentale che le istituzioni cambino approccio, promuovendo una corretta informazione e strategie di convivenza, invece di alimentare tensioni e allarmismi”, continua Rosati.
La richiesta che arriva da LNDC Animal Protection è quella di un cambio di rotta nella gestione della fauna selvatica, chiedendo maggiori controlli sul territorio, campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e l’applicazione rigorosa delle norme contro l’uso di esche avvelenate.
L’associazione invita infine chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le autorità competenti.












