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Trento
07 febbraio | 13:37

Abbattimento M90, Earth: “Si convochi il tavolo sui grandi carnivori con le associazioni”. Dalla Lega “piena solidarietà” a Fugatti: “Intrapresa strada giusta”

Non si fermano le discussioni dopo l'uccisione di M90, avvenuta nel pomeriggio di ieri a poche ore dalla firma del decreto con il quale il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, aveva disposto il prelievo tramite uccisione per l'orso. L'associazione Earth ha scritto al ministro Fratin, chiedendo la convocazione urgente del tavolo tecnico sui grandi carnivori. La Lega nel frattempo ribadisce: “La strada intrapresa è quella giusta”

TRENTO. “L'uccisione dell'orso M90 non è solo una perdita tragica per la specie e per la conservazione della biodiversità, ma rappresenta anche un segnale inequivocabile dell'urgenza di rivedere le strategie di gestione e protezione delle specie selvatiche”. Sono queste le parole di Valentina Coppola, presidente dell'associazione Earth, nell'annunciare di aver richiesto al ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, la convocazione immediata del tavolo tecnico sui grandi carnivori.

 

L'appello di Earth arriva, come anticipato, dopo l'abbattimento dell'esemplare di orso che, il 28 gennaio scorso, aveva seguito da vicino una coppia di giovani che stava camminando lungo una strada forestale a Mezzana. Subito le autorità provinciali erano intervenute chiedendo l'abbattimento e, pochi giorno dopo, Ispra aveva dato il via libera (dando spazio, in ogni caso, anche a soluzioni alternative). Nella giornata di ieri (6 febbraio), a poche ore dalla firma del decreto da parte di Fugatti, la Provincia ha poi comunicato di aver abbattuto il plantigrado.

 

“La prima riunione di questo tavolo – scrive l'associazione animalista – si è tenuta al Ministero dell'Ambiente lo scorso 26 aprile 2023, durante la quale le associazioni presenti hanno avanzato proposte pratiche per una gestione etica e rispettosa degli orsi, tenendo conto sia del benessere degli animali che della sicurezza dei cittadini. Queste proposte, caratterizzate da un punto di vista protezionistico compatto e concorde, riflettono l'importanza di preservare le specie protette e il delicato equilibrio bio-ambientale”.

 

“Nonostante l'assicurazione data al termine dell'incontro che questo sarebbe stato solo il primo – continua Earth – di una serie di incontri volti alla collaborazione reciproca per la salvaguardia della fauna selvatica, non ci sono state successive riunioni e gli eventi recenti, in particolare l'uccisione dell'orso M90, rendono urgente la necessità di una nuova riunione”. Per Coppola “è fondamentale che le associazioni coinvolte continuino il loro lavoro con il Minstero dell'Ambiente per individuare soluzioni concrete e sostenibili per proteggere gli orsi e gli altri grandi carnivori. Nella Provincia di Trento si sta attuando una strategia che sembra ignorare le leggi e le garanzie della giustizia amministrativa”.

 

Da parte sua la Lega esprime invece “piena solidarietà per le minacce che il presidente Fugatti sta subendo in queste ore". Per i consiglieri provinciali del Carroccio infatti: “La Provincia autonoma di Trento ha intrapreso fin dall'inizio della scorsa legislatura un percorso chiaro e preciso che punta a garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare gli allevamenti di montagna. Ora si tratta di andare avanti. Qui non si vuole criminalizzare i grandi carnivori o cancellare la loro presenza dal nostro territorio. Il piano di gestione trentino è come quello di altri Paesi europei e prevede l'abbattimento quando gli orsi sono in sovrannumero rispetto alla convivenza uomo-animale”.

 

“Siamo consapevoli – concludono – che può essere difficile capire la situazione per coloro che non vivono nel nostro territorio, ma ad oggi nessun Paese al mondo si è reso disponibile ad accogliere un solo orso presente nei nostri boschi. Per questo motivo crediamo che la legge proposta dalla Giunta provinciale, di abbattere otto orsi ogni anno per i prossimi tre anni, con l'avvallo di Ispra e del Governo, vada nella giusta direzione di garantire la pubblica sicurezza e la tutela dell'economia di montagna”.

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