Benno? Era lucido quando ha ucciso il padre e la madre: ''Aspirava a una condizione di vita migliore, con l’eliminazione di ciò che la figura paterna rappresentava''
Per i giudici della Corte d'Assise che hanno confermato l’ergastolo il giovane non aveva alcuna infermità mentale o stato ''simil onirico''. Inoltre non è stato ravvisato alcun segno di pentimento e quindi non si procederà con la giustizia riparativa

BOLZANO. Era lucido quando ha ucciso la madre, Laura Perselli e il padre Peter Neumair. ''E' ragionevolmente la situazione di alta conflittualità con i genitori - hanno scritto i giudici - e un sentimento di insofferenza verso il padre e di scontro ormai costante” sono stati tra le motivazioni a spingere Benno Neumair al terribile duplice omicidio oltre alla “aspirazione a una condizione di vita migliore, con l’eliminazione di ciò che la figura paterna rappresentava quale profilo di dissonanza rispetto al modo e alla sua idea di vita”. Insomma nessuna infermità mentale, neppure temporanea è stata concessa a Benno Neumair che un anno ucciso prima il padre e dopo “circa 40 minuti” la madre il 4 gennaio.
Secondo la Corte d’assise d’appello di Bolzano i disturbi di personalità di Benno (era stato definito con tratti “narcisistici, antisociali, istrionici e passivo aggressivi”) non hanno determinato un cambio di direzione nella condotta del giovane tale da giustificare l'incapacità di intendere e volere. Anzi, si è riconosciuta una volontarietà nei suoi comportamenti lucida e spietata anche perché abbattutasi prima sul padre e dopo circa 40 minuti anche sulla madre. E' per questo che lo scorso 30 ottobre Benno è stato condannato all'ergastolo. La motivazione della Corte d'assise d'appello di Bolzano non ha, infatti, preso in considerazione le attenuanti legate a una possibile infermità mentale o a uno stato ''simil onirico'' che avrebbe vissuto il giovane mentre uccideva i genitori e che era stato avanzato dalla difesa.
Poi ci sono gli elementi oggettivi, inequivocabili, di un disegno criminale della peggior specie: i tentativi di depistaggio, il come si è sbarazzato dei corpi dei genitori nel fiume, la parte della vittima recitata per settimane, l'agguato compiuto alla madre dopo aver ucciso il padre. Vi è anche il fatto che per uccidere per strangolamento ci vogliono alcuni minuti, 4-5, e quindi, secondo la Corte, ''appare incompatibile con una situazione momentanea di discontrollo dovuto ad uno stato di incapacità totale o parziale di volere (infermità), in quanto dimostra la piena lucidità e forte determinazione dell'animo omicida''. Infine vi è anche il fatto che il 30enne non avrebbe ''mai mostrato pentimento'' ma anzi ha mantenuto una ''condotta sprezzante e provocatoria'' anche durante le fasi processuali.
Benno Neumair è detenuto nel carcere di Montorio a Verona, condannato per l’omicidio volontario aggravato dei genitori e la distruzione dei loro cadaveri. Per la corte “non sussistono elementi idonei per poter affermare, nemmeno sotto il profilo del mero dubbio, che possa ricondursi a uno scivolamento psicotico”. La difesa, comunque, ha già annunciato che ricorrerà in Cassazione.

















