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Trento
21 settembre | 11:08

Dal Comune di Arco 3 milioni di euro per un Segantini: “Un'occasione straordinaria di crescita e sviluppo per il nostro territorio”

L'acquisto è stato effettuato dal Comune: si tratta dell'opera “Sole d'autunno”, che entrerà nella collezione della città di Arco. “Bisogna avere il coraggio – dice l'assessore alla cultura Guido Trebo – di fare scelte importanti per costruire il proprio futuro, scelte che ci consentano di crescere e di migliorare”

ARCO. Acquistato ad Arco uno dei capolavori del maestro Giovanni Segantini, il celebre pittore di origine arcense tra i massimi esponenti del divisionismo: il “Sole d'autunno” è stato pagato dal Comune 3 milioni di euro ed entrerà a far parte della collezione della città di Arco. A confermarlo le stesse autorità comunali, che parlano di un “evento straordinario” per la città. Il dipinto, un grande olio su tela alto 90 e largo 192 centimetri, è stato realizzato nel 1887 ed esposto per la prima volta lo stesso anno alla quinta esposizione nazionale di belle arti di Venezia

 

“Il valore – scrive il Comune di Arco – è stimato in Italia al minimo di 3,5 milioni di euro, ma se posto sul mercato internazionale (e in particolare statunitense) si pensa potrebbe arrivare a 6,5 milioni. Si tratta di un dipinto predivisionista in cui il soggetto principale è dato da una vacca aggiogata a un carretto che si abbevera alla fontana, mentre la contadina che la accompagna si disseta a sua volta alla medesima fonte; sullo sfondo compaiono le case del paese, Savognino in Svizzera, e uno scorcio dei prati che lo circondano”.

 

Si tratta, dicono ancora le autorità, di un'opera iconica della produzione segantiniana, che propone il tipico tema del mondo contadino, della relazione uomo-animale e della vita semplice a contatto con la natura. Le grandi dimensioni sono rese ancora più importanti da una cornice di pregio, coerente con l'epoca del dipinto, che porta l'opera finita alle dimensioni di 140 per 240 centimetri. La tela è molto nota agli storici, documentata in modo capillare e di provenienza garantita. Il quadro si trova in eccellente stato di conservazione, in prima tela e non presenta nessun danno di conservazione. Non necessita di interventi di restauro, salvo una minimale pulizia della verniciatura in superficie, che presente un sottile strato di polvere ed è leggermente ingiallita.

 

Anche la cornice è in buone condizioni, con solo la necessità di piccole riparazioni, ma solida e ben conservata. Le condizioni del quadro sono certificate da un condition report fornito da Af The Lab di Milano, che ha l'incarico da parte della proprietà di eseguire il lavoro di pulizia generale prima della consegna al Comune di Arco (con costi a carico della proprietà). “Proveniente dalla prestigiosa collezione Rossello di Milano – scrive il Comune di Arco –, la tela è stata esposta l’ultima volta nel 1954 a Como, in occasione della mostra 'Pittori lombardi del secondo Ottocento' presso Villa Comunale dell’Olmo. Dopo di che non è stato più esposta al pubblico. Al valore e al perfetto stato di conservazione, si aggiunge quindi la peculiarità di essere quasi un inedito, di interesse quindi sia per il pubblico sia per i critici e i collezionisti, che per la maggior parte non hanno potuto mai vederlo dal vivo”.

 

L’opera è anche una delle più importanti che si trovano in Italia: al momento le grandi tele di Segantini presenti in Italia sono “Alla stanga”, alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, “Le due madri”, “L’angelo della vita” e “L’amore alle fonti della vita”, della collezione della Galleria d’arte moderna di Milano. Di minore dimensione, “Pascoli di primavera” della Pinacoteca di Brera. Questo indica che quella di Arco diventa la terza collezione segantiniana a livello nazionale per importanza delle opere possedute.

 

“Il tema della valorizzazione della figura di Giovanni Segantini è al centro del nostro programma e della nostra mission - spiega il sindaco Alessandro Betta - e in questa consiliatura abbiamo voluto dare un forte impulso alla Galleria Civica, che è stato riconosciuto anche a livello internazionale, implementando significativamente il progetto museale ereditato delle precedenti amministrazioni. Dopo un importante percorso che ha coinvolto anche la Provincia nella figura della sua vicepresidente Francesca Gerosa e del soprintendente Marzatico, oggi concretizziamo quello che è un acquisto che passerà alla storia: un dipinto che non viene esposto dagli anni Cinquanta del Novecento, ma soprattutto di straordinaria bellezza. È uno dei grandi quadri di Segantini in Italia. È significativo che si proceda con l'acquisizione in prossimità del 125esimo anniversario della morte dell'artista, nei confronti del quale con questo acquisto vogliamo dimostrare la nostra gratitudine”.

 

“L'ingresso dell'opera 'Sole d'autunno' nella collezione della città di Arco - aggiunge l’assessore alla cultura Guido Trebo - è un'occasione straordinaria di crescita e di sviluppo per il nostro territorio, non solo dal punto di vista culturale. Bisogna avere il coraggio di fare scelte importanti per costruire il proprio futuro, scelte che ci consentano di crescere e di migliorare. Troppo spesso la mancanza di visione ha fatto perdere alla nostra città occasioni straordinarie ma possiamo dire che altrettanto spesso, scelte che sembravano ambiziose hanno modificato la nostra condizione: come la creazione dei Giardini centrali ha fatto nascere il Kurort. Con quest'acquisizione la collezione segantiniana arcense diventa una delle più importanti d'Italia e di rilievo anche a livello internazionale. La notizia ha già riscosso il consenso e le congratulazioni dei musei partner nazionali ed esteri, ma soprattutto ha dato il là per pensare a ulteriori e qualificanti scelte future per il recupero di importanti spazi storici di Arco e per la costruzione di progetti condivisi che sicuramente costituiranno un'eccellenza straordinaria per il nostro territorio. Quest'ultimo passo in particolare è stato condiviso con la Provincia autonoma di Trento, in particolare con la vicepresidente Francesca Gerosa, ed è la dimostrazione che solo attraverso azioni di grande valore si possono risolvere anche problematiche importanti. Un ringraziamento va al sindaco, che ha creduto fortemente al progetto, e a tutto lo staff del museo, soprattutto nelle figure di Giancarla Tognoni, che ne ha la direzione, e di Nicolò d'Agati, il curatore”.

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