Dalla sabbia del Sahara al ritorno del caldo. Ecco cosa succederà nei prossimi giorni (e perché l'ondata di freddo passata non è stata 'eccezionale')
Ecco le previsioni per i prossimi giorni con il rialzarsi delle temperature e il ritorno del sole (almeno fino al 1° Maggio). E sul freddo andato in archivio l'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige, Giacomo Poletti spiega che non è stata un'ondata eccezionale e che anzi aprile in Trentino ''potrebbe chiudere persino sopra media di temperatura vista l'ondata di caldo da record che si era protratta fino al 14 del mese (il 14 aprile a Roncafort aveva fatto +27.7° di massima)''

TRENTO. Tornano a salire le temperature dopo un'ondata ''fredda'' che comunque di anomalo non ha avuto poi molto, come spiega l'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige, Giacomo Poletti. E poi torna anche la sabbia sahariana che già qualche settimana fa aveva ''colorato'' di arancione macchine, strade, terrazzi e più su ghiacciai, neve e laghi alpini.
Nella giornata di domenica, infatti, la sabbia del Sahara risalirà andando a depositarsi sul fronte Ovest del Paese, Sardegna, Liguria, Valle d'Aosta e Piemonte, mentre tra martedì 30 aprile e mercoledì 1 maggio le concentrazioni di pulviscolo si prevedono elevate su tutta Italia. Un perturbazione stazionerà per più giorni tra le Baleari e il Marocco facendo 'risalire' nel Mediterraneo centrale, quindi anche verso il Bel Paese, aria calda africana proveniente direttamente dal deserto.
Giacomo Poletti spiega, poi, cosa è successo nell'ondata fredda che sta andando in archivio analizzando nello specifico il caso Trentino. ''La recente ondata "fredda": è stata anomala? La risposta è no. A Trento (Roncafort) ad esempio la minima più bassa del mese è stata di +3.3° il 19 aprile, un dato poco rilevante statisticamente; basti pensare che dal 1978 ci sono stati ben 27 giorni sottozero ad aprile, e non mancano i casi di gelate a centro/fine mese (Esempi? -2.0° il 30 aprile 1985 e 18 aprile 1997, -1.0° il 24 aprile 1980). Un po' più rara la massima di +8.4° del 22 aprile, comunque dal 1978 ci sono state 12 giornate analoghe o con massima più bassa nel mese''.
''Curiosa - prosegue Poletti - comunque la durata dell'ondata fresca, circa 11/12 giorni. D'altro canto la maggiore persistenza delle fasi meteorologiche è un trend noto. Negli ultimi anni gli unici mesi più freddi rispetto alla norma sono caduti in primavera, mentre da inizio estate a fine inverno le anomalie calde prevalgono con continuità. Fra le cause allo studio, l'indebolimento precoce del vortice polare (in sintesi: aumento gas serra -> riscaldamento maggiore al Polo rispetto alle zone equatoriali -> conseguente indebolimento della corrente a getto e del vortice polare -> destabilizzazione precoce di quest'ultimo a fine inverno con notevoli scambi meridiani nord-sud -> qualche ondata fredda ma quasi mai con record -> successiva stagione calda senza più irruzioni fresche alle medie latitudini)''.
''Peraltro - conclude Poletti - il mese di aprile potrebbe chiudere persino sopra media di temperatura vista l'ondata di caldo da record che si era protratta fino al 14 del mese (il 14 aprile a Roncafort aveva fatto +27.7° di massima)''.
Queste le previsioni per i prossimi giorni. ''Oggi coperto e qualche goccia a intermittenza (0-2 mm) all'alba - spiega Poletti - specie sul Trentino occidentale. Entro fine mattina ci saranno delle schiarite; nel pomeriggio cumuli a partire dai monti, con dei brevi rovescini isolati possibili dalle cime verso nord/ovest. Zero termico che raggiunge i 2000 metri con temperature in crescita. Massima a Trento sui 19°/20°. Domenica 28 asciutta, ma disturbata da nuvolaglia anche compatta la mattina e fino a metà pomeriggio, poi andrà a migliorare e ad aprirsi bene entro sera: a Trento massime sui 21°/23° e zero termico in risalita da 2400 a 2800 metri. Lunedì 29 e martedì 30 si prospettano asciutti, soleggiati e più caldi con massime a 23°/25° a Trento. Mercoledì 1° MAGGIO invece confermato un peggioramento con cielo coperto e probabili piogge dalla tarda mattina/metà giornata. A seguire nuovo calo termico, ma non sui valori degli ultimi giorni (no rischio gelate)''.














