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| 19 lug 2024 | 10:47

''Il turista francese si è salvato grazie anche alla conoscenza. Ha seguito il decalogo di comportamento. La convivenza è possibile, in 25 anni solo 6 esemplari pericolosi''

Parla il massimo esperto dell'Ispra, Piero Genovesi che spiega come il turista francese si sia salvato grazie anche alla conoscenza (''conosceva il decalogo dei comportamenti non è scappato, si è messo al suolo con il viso in basso, non ha cercato di reagire'') e che la rimozione degli esemplari pericolosi sia uno dei capisaldi della convivenza assieme ad azioni specifiche come quelle di prevenzione, informazione e rimozione delle fonti di cibo (''questo è un punto che più volte abbiamo sottolineato e sul quale, finalmente, la Provincia sta lavorando più seriamente mettendo in sicurezza cassonetti e organico'')

Il turista francese si è salvato grazie anche alla conoscenza

TRENTO. ''Complessivamente nei 25 anni che gli orsi sono stati reintrodotti in Trentino, quindi sulle centinaia di orsi che hanno vissuto in questi territori in tutti questi anni, solo 6 esemplari compresa l'orsa di questo episodio, hanno mostrato comportamenti realmente pericolosi. E sono stati tutti o rimossi o sono comunque morti. Quindi parliamo di numeri molto piccoli. La coesistenza tra orso e persone è possibile''. Questo è Piero (Papik) Genovesi, zoologo, responsabile dell'area conservazione e gestione della fauna dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che è intervenuto oggi a Uno Mattina su Rai1.

 

Genovesi ha raccontato di come l'ultimo incidente avvenuto con un orso in Trentino, il caso del turista francese che si è scontrato pare con una femmina con tre cuccioli (per la Provincia si tratterebbe di Kj1 ma al momento non v'è conferma genetica e per questo il Tar ha già bloccato l'istanza di abbattimento del presidente Fugatti visto che l'uccisione è, ovviamente, irreversibile e per attuarla servono prove certe e inconfutabili) sia un caso in qualche modo 'spartiacque'. ''Il turista francese - spiega Genovesi - conosce molto bene la zona, ha una casa a Dro. Aveva attentamente studiato la cartellonistica che la Provincia di Trento sta apponendo, quindi sapeva il decalogo dei comportamenti di quando si incontra un orso. Era su un sentiero attrezzato e quindi non era nel bosco in aree non frequentate, eppure l'incontro c'è stato. Però il comportamento che ha tenuto, non è scappato, si è messo al suolo con il viso in basso, non ha cercato di reagire, ha probabilmente ridotto gli effetti perché le ferite sono gravi ma poteva andare peggio quindi è possibile con una corretta informazione e una corretta comunicazione ridurre i rischi che però ogni tanto ci sono lo stesso''.

 

Giusto, quindi, procedere alla rimozione dell'esemplare pericoloso. Cattura o abbattimento? ''Qui entriamo in un discorso un po' etico - prosegue Genovesi - un po' di accettazione sociale. Non è che mettere in cattività gli animali abbia ridotto le critiche del mondo animalista. Il recinto del Casteller, che è l'unica struttura in Italia che può ospitare orsi, è stato anche quello aspramente criticato. La scelta da un punto di vista tecnico è uguale perché comunque un orso messo in cattività non potrà mai più essere liberato''. Insomma ''la decisione di abbattere o catturare è di carattere più politico che tecnico'' ma va presa, in ogni caso, proprio per aumentare sempre di più il grado di convivenza tra persone e orsi.

 

''La coesistenza tra orso e persone è possibile - completa Genovesi -. Avviene in tanti paesi, non è solamente da noi che gli orsi vivono vicino alle comunità. Modelli si possono cercare in tanti paesi dell'Est, in Scandinavia. Certo il Trentino è una delle aree più densamente frequentate non solo dagli abitanti ma anche dal turismo. Ma le modalità per realizzare questa coesistenza ci sono. Le regole sono abbastanza semplici e sono le stesse ovunque: fare prevenzione, evitare che ci siano fonti di cibo accessibili agli orsi e questo è un punto che più volte abbiamo sottolineato e sul quale, finalmente, la Provincia sta lavorando più seriamente mettendo in sicurezza cassonetti e organico; ma poi se un orso ha comportamenti pericolosi va tempestivamente rimosso. Questo è un punto, tecnicamente necessario perché giustamente non si può chiedere alle comunità locali di cambiare il loro stile di vita, che purtroppo ha trovato blocchi sia giudiziari che tecnici. Per arrivare a un modello di coesistenza queste regole vanno messe tutte in campo''. 

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