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Trento
20 settembre | 18:33

"Le Asuc dicono no, le Asuc dicono sì". La canzoncina, diventata virale, che schernisce l'ente che gestisce gli usi civici. Nel mirino quelle del Monte Bondone

Il testo, interpretato da una voce maschile, recita che "Le Asuc dicono no" (prima proposta di titolo per il brano) ad un "percorso con la bici", al "sistemare un sentiero", al "laghetto delle Viote", alla "sistemazione del centro Trilacum", alla "pulire una strada", al "camping a Mezzavia", ai lavori alla Busa dei Tritoni e ai Cercenari (sempre sul Monte Bondone)

TRENTO. Le Asuc finiscono nel testo di una canzone.

 

E, l'obiettivo dell'autore o degli autori del motivetto, che l'hanno realizzato con parole e musica a "suon di rock", è quello di sottolineare - ascoltando le parole - "l'integralismo" (sempre secondo il testo) dell'Amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico, l'ente che ha il compito di amministrare, tutelare e valorizzare i beni di uso civico e le proprietà collettive di appartenenza delle frazioni comunali.

 

Il titolo? Non c'è, ma l'audio è ormai diventato "virale" e gira di smartphone in smartphone, sui gruppi whatsapp. I riferimenti territoriali sono tutti al Monte Bondone e zone limitrofe dove, evidentemente tra le Asuc "bondonere" e le varie Amministrazioni locali i rapporti non sono idilliaci (tanto per utilizzare un eufemismo) e i punti di contrasto molteplici.

Il testo, interpretato da una voce maschile, recita che "Le Asuc dicono no" (prima proposta di titolo per il brano) ad un "percorso con la bici", al "sistemare un sentiero", al "laghetto delle Viote", alla "sistemazione del centro Trilacum", alla "pulire una strada", al "camping a Mezzavia", ai lavori alla Busa dei Tritoni e ai Cercenari (sempre sul Monte Bondone).

 

Invece, secondo gli autori del motivetto, "Le Asuc dicono sì" (titolo meno accattivante) "ad 1 milione di euro", "al canone annuale", "a 3mila euro al metro quadro per un bosco non edificabile" e "allo stagionale gratuito".

 

Alcune diatribe tra amministrazioni locali e rappresentanti delle Asuc sono note. Come, ad esempio, la questione riguardante il centro sportivo Trilacum, del quale vi abbiamo raccontato più volte (QUI ARTICOLO), per il quale il Comune di Trento era disposto a formulare anche una proposta d'acquisto, ma non ha trovato la disponibilità dell'Asuc di Vigolo Baselga, entrata in possesso delle chiavi della struttura nel mese di luglio del 2021 dopo una lunghissima controversia con il Gruppo Sportivo Trilacum, che aveva in gestione il centro.

 

Il risultato è che il Centro Sportivo versa in stato di totale abbandono ormai da anni con costante peggioramento delle condizioni.

 

In base allo statuto speciale di autonomia, la Provincia di Trento, che ha la competenza primaria in materia di usi civici, ha stabilito che i beni - ovviamente ad uso civico -, di originaria appartenenza alle frazioni, sono amministrati separatamente, a profitto dei frazionisti, da un comitato letto mediante una consultazione alla quale possono partecipare tutti i titolari del diritto di uso civico sui beni frazionali.

 

Nella zona del Bondone, evidentemente, a qualcuno i continui "no" delle Asuc hanno stimolato "la fantasia canora". Un modo originale per dire "no". O anche "sì".

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