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Trento
03 settembre | 13:03

Lotta al caporalato: controlli nel Basso Sarca. I carabinieri trovano 5 lavoratori irregolari in una vigna: il datore di lavoro sanzionato con una multa da 12.500 euro

I Carabinieri, di concerto con il Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento appuravano irregolarità per 5 dei 9 lavoratori giunti tramite "caporalato": 4 di loro, tutti di nazionalità pachistana, d'età compresa tra i 30 e 40 anni, non erano regolarmente assunti, mentre un quinto, anch'esso pachistano, risultava regolarmente assunto presso un'altra azienda agricola trentina. La sua presenza non era dunque giustificata

Lotta al caporalato: controlli nel Basso Sarca

ARCO. Lavoratori in nero, reclutati illegalmente attraverso il "caporalato" per il periodo di vendemmia e la raccolta dei frutti. E per un imprenditore agricolo del Basso Sarca è arrivata una pesantissima sanzione di 12.500 euro e la sospensione dei lavori sino a quando non verranno "sanate" tutte le posizioni irregolari.

 

Nell'ambito di una vasta iniziativa contro il caporalato (la forma irregolare di reclutamento e organizzazione della manodopera, specialmente agricola, attraverso intermediari - chiamati "caporali" - che assumono per conto dell'imprenditore operai giornalieri senza alcun rispetto delle tariffe contrattuali sui minimi salariali, al di fuori dei normali canali di collocamento), i carabinieri della stazione di Arco hanno effettuato nei giorni scorsi numerosi controlli nelle campagne, dove in questo periodo vi è un'alta concentrazione di lavoratori per la vendemmia e la raccolta dei frutti.

 

Due pattuglie dei miliari hanno effettuato un controllo in un terreno dell'Oltresarca, dove si stava vendemmiando, identificando 14 lavoratori, impegnati a raccogliere l'uva con forbici e imbuti di contenimento.

 

I Carabinieri, di concerto con il Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento appuravano irregolarità per 5 dei 9 lavoratori giunti tramite "caporalato": 4 di loro, tutti di nazionalità pachistana, d'età compresa tra i 30 e 40 anni, non erano regolarmente assunti, mentre un quinto, anch'esso pachistano, risultava regolarmente assunto presso però un'altra azienda agricola trentina.

 

La sua presenza non era dunque giustificata e, contattato dai carabinieri, il datore di lavoro affermava di non avere notizie del suo dipendente, che si era reso irreperibile anche al cellulare.

 

Per l'imprenditore agricolo scattava a quel punto una sanzione amministrativa di 12.500 euro e il provvedimento di sospensione dei lavori sino a quando non avrà adempiuto correttamente alle tante e obbligatorie prescrizioni imposte dalla legge. Sono in corso ulteriori accertamenti sulla regolarità del contratto di subappalto di manodopera.

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