Maltempo, tornano i temporali in Trentino: “Si rischiano picchi di pioggia oltre i 60-80 millimetri. Ecco perché vediamo così spesso fenomeni intensi”
L'analisi di Giacomo Poletti: “Vista la colonna d'aria, c'è il rischio di picchi di pioggia anche oltre i 60-80 millimetri (attenzione all'allerta ordinaria in corso) anche se un po' di vento in quota dovrebbe evitare fenomeni stazionari come quelli di domenica”

TRENTO. Maltempo, allerta gialla attiva fino a venerdì 2 agosto in Trentino e nel pomeriggio di oggi tornano i temporali (che rischiano di essere intensi). A confermarlo è l'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti, che sottolinea come “dopo una mattina senza insidie, da inizio pomeriggio nasceranno i primi temporali su cime e gruppi montuosi (Brenta, Adamello eccetera). Da metà pomeriggio i modelli vedono l'estensione dei temporali su tutto il Trentino (probabili quindi anche a Trento e val d'Adige) con un esaurimento entro le 22”.
In quota, continua l'esperto, si registra vento da nord/ovest e quindi le celle si sposteranno via via a sud/est, colpendo per ultimo il Trentino meridionale e lasciando la sera asciutta ad esempio in val di Sole e Non: “Vista la colonna d'aria, c'è rischio di picchi di pioggia anche oltre i 60-80 millimetri (attenzione all'allerta ordinaria in corso) anche se appunto un po' di vento in quota dovrebbe evitare fenomeni troppo stazionari come quelli di domenica”.
Al netto di quello che accadrà nei prossimi giorni però, negli ultimi mesi (e negli ultimi anni) i temporali intensi sono stati purtroppo frequenti in Trentino e in buona parte del Paese. E come spiega ancora Poletti, anche in questo caso l'aumento delle temperature gioca un ruolo importante: “Uno degli ingredienti dei temporali (non l'unico, ma spesso è decisivo) è la quantità di acqua presente nella colonna d'aria, un valore che nei modelli meteo si chiama 'acqua precipitabile': punte oltre i 40 millimetri sono rare (e oggi, ad esempio, in val Padana si vedono aree oltre i 45 millimetri). Per un principio fisico (di Clausius-Clapeyron) più calda è l'aria, più umidità essa può contenere. L'umidità assoluta espressa in grammi d'acqua per metro cubo d'aria gioca quindi un ruolo fondamentale nel prevedere i temporali ed è facilmente calcolabile”.
Facendo un esempio concreto: “Stamattina ai 1490 metri delle Viote in Bondone – dice l'esperto – la minima è stata di 15 gradi, supponendo una umidità relativa dell'80% risulta un contenuto d'acqua di 10.2 grammi/metro cubo (ricordiamolo). La media storica delle minime per il periodo 1981-2010 alle Viote era molto più bassa, di 9,6 gradi centigradi, con una umidità relativa dell'80% esce un contenuto d'acqua di 7.4 grammi/metro cubo, più basso di quasi il 30% rispetto ad oggi. È chiaro quindi che i temporali hanno spesso a disposizione più 'benzina' rispetto al passato, tanto più se la colonna d'aria si scalda molto fino a quote alte, come avviene con gli anticicloni africani, che favoriscono pure l'intrappolamento di umidità nei primi strati d'aria, una cosa che dà il caratteristico cielo sereno biancastro. Ad esempio ai 2606 metri del Sas de Mul in Marmolada la minima di oggi è stata di ben 10,2 gradi, la massima di ieri 19,2. E' pure ovvio che con valori simili, protratti per settimane, la durata residua dei ghiacciai ancora esistenti non può che essere nell'ordine delle poche decine di anni”.














