Maltrattamenti in famiglia, donna 55enne viola il divieto di avvicinamento e terrorizza l'anziana madre: arrestata dalla polizia e condotta in carcere
La donna era presente nei pressi dell’abitazione della madre nonostante fosse destinataria di un divieto di avvicinamento e di contatto: tanta paura, poi l'intervento delle forze dell'ordine

BOLZANO. Ancora persecuzioni e maltrattamenti in famiglia, ancora un arresto per violenze domestiche.
È successo ieri, domenica 14 luglio, a Bolzano: nella zona di via Resia una donna era presente nei pressi dell’abitazione dell’anziana madre nonostante fosse destinataria di un divieto di avvicinamento e di contatto emesso dal Gip di Bolzano nell’ambito di un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia.
In considerazione della gravità e della delicatezza della situazione prospettata nella richiesta di intervento, gli agenti delle volanti hanno raggiunto in pochi minuti lo stabile e individuato all’interno del cortile interno la donna segnalata.
Dopo aver fermato la donna i poliziotti hanno raccolto le dichiarazioni della vittima, la quale con tristezza d’animo mista e vero e proprio terrore raccontava come la figlia, poco prima, si fosse presentata al portone esterno dello stabile, suonando con insistenza al suo citofono; non avendo ottenuto alcuna risposta, la figlia aveva trovato comunque il modo di entrare e di posizionarsi davanti alla porta di casa, bussando insistentemente e provocando nella madre un grave stato di ansia e di paura, tanto da spingerla a chiamare la polizia e da rimanere in contatto telefonico con i poliziotti della centrale operativa della questura sino al sopraggiungere dei loro colleghi, in modo tale da avere conforto, sostegno e rassicurazione.
Dopo essere stata portata in questura, al termine degli atti di polizia giudiziaria la donna è stata tratta in arresto nella flagranza del reato di violazione della misura cautelare emessa dal Gip, e condotta presso la casa circondariale di Trento.
In considerazione di quanto accaduto e dei precedenti a suo carico, il questore della provincia di Bolzano Paolo Sartori, dopo aver attivato al riguardo la Divisione Anticrimine della Questura, ha disposto l’avvio della procedura finalizzata alla emissione nei confronti dell’arrestata la Misura di Prevenzione Personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza.
“I maltrattamenti in famiglia, oltre a rappresentare una forma di reato particolarmente odiosa in quanto commessa a danno di vittime spesso non in grado di potersi difendere, rappresenta un grave problema culturale”, ha evidenziato il questore della provincia di Bolzano Paolo Sartori. “La Polizia di Stato rappresenta uno snodo fondamentale di una rete composta da Istituzioni, Enti locali, Centri antiviolenza ed Associazioni di volontariato, ed è da sempre in prima linea, anche con Progetti specifici, nell’indicare percorsi di presa di coscienza e di consapevolezza del disvalore di quanto commesso, nonché con l’obiettivo di aiutare le donne a difendersi, a chiedere aiuto ed a denunciare le violenze subite”.














