Novanta pecore costrette a vivere ammassate, in mezzo agli escrementi. E i cadaveri venivano bruciati nel piazzale. Gli animali sono stati tratti in salvo
La maxi operazione è stata effettuata dai carabinieri di Pastrengo: il proprietario, che aveva scelto di vivere così da anni, era stato intervistato nel 2016 da Striscia la Notizia, che aveva realizzato un servizio denuncia. Solo la decisione di effettuare un’indagine autoptica sul corpo di una delle pecore ritrovate senza vita ha permesso di far aprire un’indagine e far partire l’operazione di sequestro

PASTRENGO (VR). Costrette a vivere dentro le mura di un casolare, al buio, con le porte e le imposte perennemente chiuse, ammassate una sopra l'altra tra gli escrementi, in una situazione di totale degrado. E gli esemplari morti venivano bruciati nel cortile della proprietà, comportamento vietatissimo dalle norme igienico - sanitarie.
Una maxi operazione, condotta dai carabinieri di Pastrengo, coordinati dal maresciallo Architravo, con la collaborazione del nucleo carabinieri forestali di Costermano del Garda, i vigili del fuoco, i veterinari e gli ispettori dell'Azienda Ulss 9, la polizia locale e il personale socio - sanitario, ha portato al sequestro di 90 pecore del Camerun che vivevano in condizioni terribili.
Il proprietario degli animali, noto alle autorità per le condizioni di vita in cui aveva scelto di vivere assieme agli animali, dopo il sequestro è stato preso in carico dai sanitari e condotto in pronto soccorso per accertamenti.
Negli ultimi 20 anni erano stati fatti oltre 25 tentativi di accesso all’abitazione dove gli animali venivano detenuti, ma senza alcun successo.
Una situazione di maltrattamento per tutti gli animali presenti, ma anche un focolaio di possibile zoonosi, vista la totale mancanza di igiene del luogo, oltre all’elevata presenza di cadaveri di animali in tutto il podere.
Animali che spesso venivano bruciati per evitare di pagare la cifra necessaria al corretto smaltimento del corpo, come da normativa, stando a quanto affermato dallo stesso proprietario nel corso di un'intervista effettuata da Striscia la Notizia, che nel 2016 aveva raccontato la vicenda.
Solo la decisione di effettuare un’indagine autoptica sul corpo di una delle pecore ritrovate senza vita ha permesso di far aprire un’indagine e far partire l’operazione di sequestro.
“Tutti le pecore, in custodia al comune e sotto la tutela di Lav, sono in questo momento in stallo in un luogo sicuro, dove stanno ricevendo cibo e acqua fresca e dove stanno assaporando le loro prime ore di libertà: una situazione a cui non sono abituate e che le sta stressando molto - ha dichiarato Lorenza Zanaboni, Responsabile della Sede Territoriale LAV di Verona -. Stiamo procedendo per piccoli passi: hanno bisogno di assestarsi e di ritrovare il loro equilibrio, per poter procedere anche con eventuali cure veterinarie. Nel frattempo, ci stiamo già muovendo per trovare loro una situazione definitiva e garantire una vita libera e dignitosa. Per l'occasione siamo stati chiamato dal Pm Gennaro Ottaviano al fine di prenderci cura di tutti questi animali".
La Lav ricorda come "nel 2023, presso lo sportello contro i maltrattamenti di Verona, sono state raccolte 283 segnalazioni, eseguiti 150 sopralluoghi con 27 denunce alle forze dell'ordine. In tal modo sono stati salvati 183 animali".


















