Rapina con volto coperto e armato di pistola, i carabinieri rintracciano il responsabile e i due complici
La rapina era avvenuta a Peschiera del Garda dove un uomo con il volto coperto da un casco e armato di pistola in agosto aveva rapinato l'ufficio del One Up Money Trasfer di via Risorgimento, dandosi poi alla fuga con un complice in motorino

VERONA. Nelle scorse ore i carabinieri di Peschiera del Garda, con il supporto dei militari delle compagnie di Castiglione delle Stiviere e di Desenzano del Garda, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini, di cui due di nazionalità brasiliana e un italiano, di età compresa fra i 33 e i 50 anni, uno dei quali già ristretto nella Casa Circondariale di Prato, sul conto dei quali sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza in relazione alla loro partecipazione nella rapina aggravata in concorso, perpetrata ai danni dell’esercizio commerciale all’insegna “One Up Money Transfer” di Peschiera del Garda lo scorso 9 agosto 2024.
LA RAPINA
Nello specifico, nella ricostruzione dei fatti, è emerso che il 9 agosto, in orario pomeridiano, un rapinatore, travisato in volto e armato di pistola, si è introdotto all’interno dell'agenzia e ha colpito alla testa con il calcio dell’arma il titolare dopo una violenta colluttazione e procurandogli diverse ferite.
Il rapinatore si è poi impossessato di 12 mila euro. L'uomo è poi scappato a bordo di una motocicletta, risultata poi rubata 20 giorni prima a Peschiera del Garda, con un complice che lo attendeva all’esterno, per allontanarsi di seguito nelle vie circostanti.
I carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini utilizzando anche le immagini esistenti sui sistemi di videosorveglianza.
Un importante contributo è stato fornito dagli accertamenti svolti dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Verona sulle impronte rilevate sul luogo dell’evento criminoso e, in particolare, sul casco lasciato dal rapinatore sul luogo del delitto.
Le indagini hanno permesso di dimostrare il coinvolgimento, nella rapina aggravata in concorso, di un terzo uomo, il quale successivamente alla commissione del fatto da parte dei due rapinatori, li ha recuperati in un luogo poco distante dall’agenzia a bordo di un furgone.
Quanto ricostruito dai militari operanti ha permesso di delineare un quadro indiziario assolutamente specifico e puntuale a carico degli indagati con l’emissione dell’ordine di custodia cautelare in carcere a carico dei tre indagati.













