"Stop alla caccia per gli agenti di vigilanza venatoria", Pan – Eppaa presenta un esposto/denuncia a Trento e Rovereto
Tra i circa 6500 cacciatori che esercitano l'attività di caccia in provincia di Trento, spiega l'associazione, vi sono anche agenti forestali, carabinieri, finanzieri e agenti della polizia di stato titolari di permesso. Il divieto per "evitare ogni possibilità di confusione di ruoli tra i controllori ed i soggetti controllati”

TRENTO. “Stop all'esercizio della caccia da parte degli agenti di vigilanza venatoria”. A chiederlo è l'associazione Pan – Eppaa che ha deciso di presentare un esposto/denuncia alle Procure della Repubblica di Trento e Rovereto ed alla Procura della Corte dei Conti.
L'associazione, come riportato nell'esposto, spiega che tra “i circa 6500 cacciatori che esercitano l'attività di caccia in provincia di Trento, vi sono delle persone (agenti forestali, carabinieri, finanzieri, polizia di stato, etc) titolari di permesso di caccia effettuata nelle rispettive riserve che, da informazioni assunte, sono circa 150”.
Per Pan – Eppaa, che cita la legge 157/92 e l'interpretazione data dalla Corte di Cassazione, “ A tutti questi agenti la pratica venatoria è vietata 'allo scopo – viene spiegato – di evitare ogni possibilità di confusione di ruoli tra i controllori ed i soggetti controllati”.
Da qui la richiesta di individuare quante siano le persone che in Trentino rientrino in queste categorie per i quali è vitata la caccia al fine che “sia loro inibita la pratica con irrogazione delle speculare trattamento sanzionatorio”.
QUI L'ESPOSTO/DENUNCIA COMPLETO












