Windsurfista scomparso sul lago di Garda, l'allarme dato dagli amici. Le ricerche della Guardia costiera e poi la svolta: ecco quello che è successo
La Guardia Costiera suggerisce sia agli sportivi che ai diportisti di munirsi sempre di un dispositivo telefonico, munito di traffico chiamate e dati internet per richiedere soccorso, il che assicurerebbe una maggiore velocità di intervento e di intercetto delle persone in difficoltà da parte dei soccorritori

LAGO DI GARDA. Rompe l’aggancio della vela alla tavola e resta alla deriva con lago mosso. Sono state ore di apprensione quelle vissute per un appassionato di windsurf di 48 anni che nel primo pomeriggio di oggi è stato portato in salvo dalla Guardia Costiera.
L'allarme è scattato attorno alle 12,20 con la richiesta di soccorso da parte di altri sportivi che, rientrati dall’attività sportiva con windsurf, avevano perso di vista il loro amico.
Immediatamente si è attivata la macchina dei soccorsi coordinati dalla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, che, oltre a impiegare due mezzi navali – da Salò la MV CP 703 e da Lazise il GC B135 – ha richiesto alle rispettive Sale Operative l’impiego di velivoli del 118 e dei Vigili del Fuoco e un’unità navale dei Vigili del Fuoco di Bardolino.
Dopo circa un’ora dall’inizio delle ricerche, lo sportivo è stato avvistato dall’equipaggio della Motovedetta della Guardia Costiera Cp 703 alla deriva a circa 1 km a sud di Tignale, recuperato subito a bordo e accompagnato alla riva dove ad attenderlo c'erano gli amici che avevano lanciato l’allarme del mancato rientro.
Grazie alla muta, indossata dallo sportivo, non è stato necessario richiedere assistenza sanitaria. Il windsurfista ha rotto l’aggancio della vela alla tavola il che gli ha impedito di poter windsurfare, restando alla deriva con lago mosso, fino all’arrivo dei guardiacoste.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma anche in questo caso la Guardia Costiera suggerisce sia agli sportivi che ai diportisti di munirsi sempre di un dispositivo telefonico, munito di traffico chiamate e dati internet per richiedere soccorso, il che assicurerebbe una maggiore velocità di intervento e di intercetto delle persone in difficoltà da parte dei soccorritori.
Nel caso specifico, fondamentale è stato suddividere le aree di ricerca da parte della Sala Operativa della Guardia Costiera in base alle informazioni ricevute dai segnalanti, alle condizioni meteo presenti in zona, assegnando, poi, gli schemi alle unità navali ed aeree impegnate nella ricerca.


















