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Belluno
07 settembre | 13:18

“A Belluno affitti leggeri ma case introvabili": il paradosso di una provincia che cerca manodopera, ma non ha alloggi per accoglierla

A dirlo è il Cna di Belluno che sottolinea come il capoluogo dolomitico si discosta dal resto d'Italia e sembra rappresentare un’isola felice per quanto riguarda gli affitti ma si registra un'altra problematica, quella relativa alla disponibilità delle abitazioni

BELLUNO. Se nella maggior parte delle città il caro affitti sta divorando gran parte degli stipendi, a Belluno la situazione è diversa: qui l'affitto pesa meno del 25% sul reddito.

 

Ma dietro a questa apparente fortuna si nasconde un paradosso: le case disponibili non ci sono, e la provincia che più di altre cerca manodopera si ritrova senza alloggi per i lavoratori che servirebbero alle imprese.

 

A dirlo è il Cna di Belluno, l'associazione provinciale della piccola industria e artigianato che sottolinea come il capoluogo dolomitico si discosta dal resto d'Italia e sembra rappresentare un’isola felice dove, però, si registra un'altra problematica, quella relativa alla disponibilità delle abitazioni.

 

Belluno – assieme a Trento, Biella e Gorizia – è infatti uno dei pochi capoluoghi in Italia a maggior saturazione del mercato del lavoro e dove allo stesso tempo l’incidenza dell’affitto sul reddito disponibile è bassa, inferiore al 25% secondo l’analisi realizzata dall’Area studi e ricerche di CNA sui dati dell’Agenzia delle Entrate.

 

In Italia, il canone mensile assorbe in media il 43,7% della retribuzione netta di un operaio, toccando punte del 65% a Milano e superando il 50% a Roma, Bologna e Firenze.

 

Dall’altro lato, Belluno mostra una elevata saturazione del mercato del lavoro, ossia il rapporto tra disoccupati e assunzioni previste dalle imprese: la provincia bellunese è al secondo posto nazionale (2.525 disoccupati a fronte di 25.520 assunzioni previste) con il 9,9%, seconda solo a Bolzano (7,4%).

 

“È questo il dato che va preso in considerazione perché Belluno è la seconda provincia in Italia per necessità di manodopera insoddisfatta; tradotto, significa che, su 10 richieste, nel Bellunese è disponibile solo un lavoratore” commenta il presidente di Appia Cna Belluno Andrea Cerentin. “Sappiamo che il Bellunese sconta una mancanza cronica di manodopera rispetto ad altre città: serve quindi attirare lavoratori da altre zone d'Italia, ma anche questo risulta difficile. Su questo incidono sì gli aumenti degli affitti, comunque meno impattanti rispetto ad altri capoluoghi, ma il vero problema è che il mercato residenziale è poco dinamico”.

 

La domanda attuale, viene spiegato da Cna, si concentra sugli affitti, per i quali manca appunto la disponibilità visto che molte case non occupate non vengono messe sul mercato.

 

“Il nostro territorio presenta poi altre problematiche – spiega Cerentin - come la carenza di servizi, tema sul quale siamo attivi con proposte e progetti a livello provinciale, regionale e nazionale. Sul fronte della carenza di abitazioni – conclude - non possiamo che accogliere con soddisfazione e fiducia le iniziative private e pubbliche che si stanno mettendo in campo, non ultimo il progetto che vede Provincia e Fondo dei Comuni Confinanti alleate nel recupero di strutture pubbliche e nella loro riconversione in alloggi per i lavoratori”.

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