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Bolzano
29 dicembre | 17:26

A22, arriva la stangata di Capodanno: dal 2026 viaggiare sull'autostrada del Brennero costerà di più

Il Ministero delle Infrastrutture conferma l’adeguamento forzato dei pedaggi per il primo gennaio. La nota del Mit: "I rincari sono inevitabili dopo la sentenza della Consulta"

BOLZANO. La battaglia politica per mantenere invariati i costi del transito sull’asse del Brennero si è dovuta arrendere di fronte al diritto costituzionale. Dal primo gennaio 2026, l’Autostrada del Brennero vedrà scattare l’adeguamento dei pedaggi, ponendo fine a un’eccezione tariffaria che durava ormai da diversi anni. L'aumento sarà dunque del 1,46%.

 

In una nota ufficiale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimi i rinvii degli adeguamenti decisi tra il 2020 e il 2023, "ha vanificato lo sforzo di Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe". "Dal primo gennaio 2026 per tutte le società concessionarie autostradali per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei relativi Piani Economico - Finanziari, sulla rete a pedaggio gestita, è previsto un adeguamento tariffario dell'1,5%, pari all'indice di inflazione programmata per l'anno 2026. Riconosciuto un adeguamento tariffario pari all’1,46 per cento per la società Autostrada del Brennero", si legge ancora nella nota. 

 

Le conseguenze di questo sblocco forzato si faranno sentire immediatamente su più fronti. Per il comparto dell'autotrasporto e della logistica, che vede nell’A22 il principale canale di sbocco per l’export italiano verso la Germania e il Nord Europa, l’aumento del pedaggio rappresenta un ulteriore rincaro dei costi operativi in un mercato già sotto pressione. Questo effetto domino potrebbe riflettersi sui prezzi finali delle merci, incidendo sulla competitività delle imprese manifatturiere altoatesine che proprio sulla velocità e sull'efficienza del corridoio del Brennero fondano il proprio successo internazionale.

 

Anche il settore turistico guarda con preoccupazione alla data del primo gennaio. L'aumento dei costi di percorrenza potrebbe influenzare le scelte dei visitatori provenienti dal mondo tedesco, per i quali l'accessibilità stradale è un fattore determinante. Sebbene gli sconti per i pendolari locali, come il sistema "Brennerpass", dovrebbero rimanere attivi per attutire il colpo sui residenti, la percezione di un'autostrada sempre più costosa rischia di alimentare le tensioni in un territorio che già vive con difficoltà le limitazioni al traffico imposte dal versante austriaco.

 

Tuttavia, il rincaro porta con sé anche una conseguenza necessaria sul piano dello sviluppo. Lo sblocco delle tariffe è infatti la condizione indispensabile per dare il via libera definitivo al mastodontico piano di investimenti da 7,2 miliardi di euro legato alla nuova concessione. Questi fondi, alimentati proprio dai pedaggi, serviranno a finanziare opere di modernizzazione radicale come la terza corsia dinamica, la digitalizzazione dell'infrastruttura e l'abbattimento del rumore.

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