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Trento
04 ottobre | 20:55

I lavoratori più felici d'Italia? In Valle d'Aosta, seguono i trentini e gli altoatesini. La Lombardia è la migliore per benessere aziendale poi Alto Adige e Veneto

Il dato nazionale, riferito al 2023, secondo la ricerca dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, fa emergere come, in Italia, un occupato su due (esattamente il 51,7% della popolazione), non sia soddisfatto della propria attività professionale. I dati delle province di Trento e Bolzano sono superiori alla media nazionale: in Trentino raggiunge il 61,1%, su di un totale di 161mila persone e in Alto Adige è del 60,5% su 170mila persone. Benessere aziendale diffuso in tutto il Nord Est

TRENTO. I lavoratori più contenti della Penisola? Sono quelli della Valle d'Aosta, seguiti a ruota da trentini e altoatesini, con valori decisamente più alti rispetto al dato nazionale che certifica come, praticamente, un occupato su due - il 51,7% per la precisione - non sia soddisfatto dell'attività professionale che svolge.

 

In totale sono, dunque, 12 milioni e 200mila i lavoratori che hanno dichiarato di amare le rispettive mansioni.

 

La ricerca, svolta dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre e basata sull'indagine BES - Istat riferita all'anno 2023, ha tenuto conto di vari fattori, quali le opportunità di carriera, l'appagamento per il livello di retribuzione ottenuto, l'orario di lavoro, la stabilità occupazionale, la distanza tra l'abitazione e il luogo di lavoro e l'interesse per la mansioni svolte.

Ebbene, il 61,7% dei lavoratori valdostani (in valore assoluto pari a 70mila persone) ha manifestato un elevato grado di apprezzamento per la propria attività professionale, mentre in provincia di Trento la percentuale è leggermente più bassa, 61,1%, ma su di un totale di 161mila persone e in Alto Adige raggiunge il 60,5% su 170mila persone.

 

Al quarto posto l'Umbria con il 58,2% (234mila) persone), poi il Piemonte con il 57,1% (poco più di 1 milione) e le Marche con il 55,4% (370mila persone). Il livello di soddisfazione più basso arriva, invece, dalla Campania, dove il dato si attesta al 41,2% ed è leggermente inferiore rispetto a quelli di Basilicata (42,3%, 96mila persone) e Calabria (43,8%, 245mila persone).

 

Dai dati emerge come, con la sola eccezione del Piemonte, nelle posizioni di vertice vi sono prevalentemente realtà geografiche di dimensioni contenute, caratterizzate dalla presenza di piccolissime attività produttive e con un impatto sull'ambiente che viene definito "trascurabile" dalla Cgia. Tali realtà risultano fortemente integrate e, oltre a svolgere un ruolo fondamentale nella conservazione della cultura e delle tradizioni locali, promuovono l'identità culturale delle comunità coinvolte, valorizzando i lavoratori che si sentono i principali protagonisti.

 

L''analisi della Cgia è proseguita mettendo a confronto l'indicatore sopra esposto con altri, collegati sempre alla qualità dell'attività lavorativa svolta.

 

Attraverso tale "incrocio" è stato possibile misurare il benessere aziendale in tutte e 21 le regioni d'Italia. Gli indicatori tenuti in considerazione sono "occupati in lavori a termine da almeno 5 anni" (Trento all'ottavo posto, Bolzano al quindicesimo), "tasso di occupazione (nella fascia d'età da 20 a 64 anni: Bolzano al primo posto, Trento al quinto)", "occupati sovraistruiti" (Bolzano al primo posto, Trento all'ottavo), "occupati non regolari" (Bolzano al primo posto, Trento al sesto), "soddisfazione per il lavoro svolto", "percezione d'insicurezza dell'occupazione" (Bolzano al primo posto, Trento al quarto), "part time involontario" (Bolzano al primo posto, Trento al quinto), "occupati che lavorano da casa" (Trento al settimo posto, Bolzano all'undicesimo), "tasso di mancata partecipazione al lavoro" (Bolzano al primo posto, Trento al quarto) e "tasso d'infortuni mortali e inabilità permanente" (Bolzano al decimo posto, Trento al dodicesimo).

Dall'analisi dei dati incrociati emerge che è la Lombardia a guidare la graduatoria nazionale, seguita dalla Provincia di Bolzano, il Veneto, la Provincia di Trento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. In coda alla classifica vi sono Sicilia, Basilicata e Calabria.

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