L'assalto di Airbnb all'Alto Adige: così 6.000 case non sono sul mercato per gli affitti delle famiglie. E ora gli appartamenti costano anche 8.000 euro al metro quadro
Il presidente Kompatscher dichiara ora guerra agli affitti brevi: "Basta case fantasma"

BOLZANO. Trovare una casa in affitto a prezzi accessibili in Alto Adige non è più solo una difficoltà logistica, è un'utopia. E il problema è soprattutto gli affitti turistici: sono ben 6.000 gli appartamenti che negli ultimi anni sono stati tolti dal mercato della normale locazione e finiti su AirBnB. Sia ben chiaro, 6.000 appartamenti che i cittadini altoatesini hanno scelto di affidare a AirBnB per partecipare dei guadagni generati dal turismo.
Quella del caro casa quindi è sempre più un'emergenza sociale, come emerso chiaramente anche dalla relazione sul bilancio 2025, presentata dal presidente della Provincia Arno Kompatscher.
Il presidente descrive un mercato immobiliare in forte tensione, dove il diritto all'abitare dei residenti si scontra frontalmente con l'esplosione dell'offerta turistica extralberghiera.
Secondo i dati forniti dall’Associazione mediatori Alto Adige, per l'acquisto di un immobile nel capoluogo altoatesino, le quotazioni oscillano ormai tra i 6.000 e gli 8.000 euro al metro quadro. Non va meglio sul fronte delle locazioni: per un semplice bilocale, la spesa mensile varia tra i 700 e i 1.100 euro, cifre che pesano enormemente sui bilanci di giovani lavoratori e nuove famiglie.
Il dato più critico riguarda però la destinazione d’uso del patrimonio edilizio esistente. Dall’indagine basata sulla classe fiscale Imi, risulta che in Alto Adige oltre 20.000 appartamenti sono attualmente utilizzati per fini turistici. Di questi, circa 6.000 sono stati sottratti direttamente al mercato locativo tradizionale per essere inseriti nel circuito degli affitti a breve termine attraverso piattaforme come Airbnb. Si tratta di una massa enorme di alloggi che, invece di ospitare residenti, vengono messi a disposizione del turismo mordi e fuggi, alimentando la scarsità di offerta e, di conseguenza, l'impennata dei prezzi.
"Abitare a prezzi accessibili è un requisito fondamentale affinché i giovani e le famiglie possano realizzare i loro progetti di vita", ha sottolineato con forza Kompatscher. Per invertire la rotta, la Provincia ha annunciato una serie di misure mirate. Vi sarà un'importante stretta sugli affitti turistici per disincentivare la trasformazione di abitazioni civili in strutture ricettive fantasma. Allo stesso tempo verranno messi in campo incentivi per riportare sul mercato dell'affitto tradizionale gli alloggi attualmente sfitti o destinati al turismo e verranno messi a disposizione nuovi fondi per l'edilizia agevolata e i canoni calmierati.
L'obiettivo dichiarato è quello di garantire che l'Alto Adige non diventi un "museo a cielo aperto" per soli turisti, ma rimanga una terra in cui il futuro sia possibile per chi ci vive e lavora. "Con misure concrete diamo sicurezza e rafforziamo la fiducia che il merito venga premiato", ha concluso il presidente.












