Migranti, si muore anche ad Est. Si ribalta una barca nel fiume Sava: affogano due donne e un uomo. Undici persone ricoverate in ipotermia
L'imbarcazione stava sfidando l'affluente del Danubio per far passare i migranti (12 cinesi e 1 turco più un bosniaco che li stava traghettando) dalla Bosnia in Croazia

CROAZIA. All'alba della mattina di ieri 11 dicembre tre persone sono morte dopo che un'imbarcazione trasportante migranti si è rovesciata sulla Sava all'altezza di Slavonski Brod, a circa 200 chilometri a sud-est rispetto a Zagabria.
Secondo le ricostruzioni l'imbarcazione avrebbe intrapreso l'attraversata dell'affluente del Danubio e il trasporto illegale dei migranti, partendo dalla sponda bosniaca nel tentativo di raggiungere quella croata, approfittando della notte, quando a un certo punto il natante si sarebbe ribaltato secondo dinamiche ancora da chiarire, causando la morte di tre delle 14 persone imbarcate.
Un uomo ha perso la vita nel momento stesso del capovolgimento della barca, mentre altre due donne sono decedute nelle ore successive a causa delle lesioni.
Attorno alle 5 della mattina sono stati allertati polizia, soccorso alpino e vigili del fuoco, che recatisi immediatamente sul posto hanno recuperato dall'acqua le altre 11 persone, tra cui un cittadino bosniaco che aveva organizzato la traversata. D
I naufraghi sono stati tutti soccorsi e identificati, l'imbarcazione trasportava, oltre al passeur, dodici cittadini cinesi e uno di origine turca. Secondo quanto comunicato dalla polizia croata le operazioni sono durate diverse ore, e gli 11 superstiti, sei uomini e sette donne tutti adulti, sono stati trasportati all'ospedale di Slavonski Brod in stato di ipotermia.
Si continua a morire sulla rotta balcanica, che si conferma così una frontiera che non interrompe il proprio flusso e rimane scenario di tragedie. In questo caso nemmeno il gelo, la nebbia, le condizioni proibitive hanno scongiurato il tentativo da parte di chi tenta il pericoloso passaggio, e mentre l'inverno è alle porte le morti continuano a ripetersi, quasi sempre lontano dai riflettori.












