Nella grotta carcasse di pecore gettate dai pastori e rifiuti di boscaioli (FOTO): ''Persone che vivono la montagna e dovrebbero rispettarla. Impegniamoci a preservarla''
Si sono concluse negli scorsi giorni le operazioni di ripulitura della grotta di Fiara sull'Altopiano di Asiago: ''Luoghi descritti nei primi anni '80 come ambienti affascinanti e del tutto integri senza manomissione dell'uomo. Sono presenti anche piccoli laghetti che alimentano senz’altro la fitta rete idrica che contraddistingue il sottosuolo del nostro Altipiano. Se l’abbandono di rifiuti è pratica da condannare sempre e senza attenuanti, l’abbandono in cavità sotterranee rappresenta un'enorme aggravante, in quanto possibile e quasi certa causa di inquinamento delle sorgenti''

ASIAGO. I rifiuti trovati più impattanti e complicati da rimuovere? Quelli tipici di chi la montagna la vive e dovrebbe sapere quanto certi comportamenti siano criminali. Da un lato le carcasse di pecore gettate nelle voragini (qui sotto i sacchi trasparenti pieni di queste carcasse) a marcire e a decomporsi, azione di pastori, dall'altro bombolette spray e anche una barra di motosega (la seconda immagine a scendere), oggetti usati da boscaioli. ''Generalizzare è sempre sbagliato e non possiamo criminalizzare un’intera categoria per colpa, magari, di una singola persona. Ma nemmeno possiamo credere ciecamente ai bellissimi resoconti che vediamo in televisione, così richiesti e apprezzati dal pubblico, che mostrano solo l’aspetto poetico, la fatica, la solitudine e l’impegno di pastori, allevatori, tagliaboschi. Dobbiamo piuttosto tutti assieme vigilare e nel caso segnalare ogni atteggiamento irrispettoso nei riguardi della montagna: ne va del suo stesso futuro, della nostra salute e di quella dei nostri figli''.
Questo il messaggio pienamente condivisibile che arriva dalla Biblioteca Civica di Rotzo che ha condiviso l'importante azione compiuta dai ''Recuperanti di Montagne'' ed altri volontari all'interno delle cavità di malga Fiara sull'Altopiano di Asiago. Nei pressi della struttura, ai pascoli e ai boschi si aggiungono molte cavità, grotte, voragini che dai primi anni '80 sono state oggetto di esplorazioni e, spiegano dalla biblioteca, ''le descrivevano come un ambiente affascinante e del tutto integro, senza alcuna manomissione da parte dell’uomo. Le cose sono purtroppo e tristemente cambiate nel corso degli anni, quando è stato usato come discarica per ogni tipo di materiale, in particolare carcasse di animali, soprattutto pecore''.

La prima parte della bonifica era iniziata già nel 2024, con altre due giornate di lavoro, rivelatesi poi insufficienti per poter concludere le operazioni, nonostante i numerosi volontari impiegati. La zona in questione si trova nei dintorni del rifugio Campomuletto e rientra nel cosidetto "Nuovo Patrimonio", un territorio un tempo in capo alla Reggenza dei Sette Comuni e successivamente suddiviso e assegnato pro quota ai comuni. Malga Fiara appartiene al comune di Roana mentre l’apertura della grotta, posta un po’ più in alto rispetto agli stabili e al pascolo, ricade nel territorio del Consorzio per gli Usi Civici di Rotzo, Pedescala e S. Pietro. Si tratta di una voragine che scende in verticale per una trentina di metri, per poi suddividersi in più rami all’interno della montagna.
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''Sono presenti anche piccoli laghetti - continua la biblioteca di Rotzo - che alimentano senz’altro la fitta rete idrica che contraddistingue il sottosuolo del nostro Altipiano''. Quindi i ritrovamenti: spazzatura di ogni tipo, dalle bottiglie di plastica alle lattine, dai rottami di ferro al vetro. Ma quel che davvero ha stupito i presenti sono le tante, tantissime carcasse di animali. ''Se l’abbandono di rifiuti è pratica da condannare sempre e senza attenuanti, l’abbandono in cavità sotterranee rappresenta un'enorme aggravante, in quanto possibile e quasi certa causa di inquinamento delle sorgenti. Consideriamo pure il fatto che gettare la carcassa di un animale in una voragine è una cosa tecnicamente semplicissima - spiega ancora la biblioteca - mentre recuperare quel corpo, nel frattempo putrefatto, come nel nostro caso, risulta difficile, impegnativo, complicato, rischioso. E anche parecchio costoso. E’ richiesto personale specializzato ed una struttura organizzativa di non poco conto''.

''Spiace constatare come le carcasse di pecore, e gli altri rifiuti trovati, provengano indubbiamente da attività di allevamento, cioè proprio da quelle iniziative che noi tutti consideriamo essenziali per una buona e corretta gestione della montagna. Speriamo davvero che tutto ciò sia un residuo del passato e che la sempre maggiore sensibilità ambientale ci metta al riparo dal ripetersi di simili eventi. Noi lo speriamo, anche se non ne siamo convinti fino in fondo. Fra le cose recuperate lo scorso fine settimana - non presenti nel 2024 e quindi scaricate solo negli ultimi tempi – è stata trovata la barra di una motosega assieme ad alcune bombolette di colore spray. Questa volta non è opera di pastori ma di boscaioli, gente comunque, tanto i primi quanto i secondi, che frequentano e vivono la montagna per lavoro e dovrebbero essere i primi a rispettarla e proteggerla''.
Nei due giorni di settembre di attività di recupero tra 2024 e 2025 sono intervenute oltre una ventina di persone tra speleologi e volontari. ''Tutto il personale presente ha operato in modo gratuito e volontario - conclude la biblioteca di Rotzo -. Grazie all’associazione Recuperanti di Montagne, e a tutto il gruppo di volonterosi che ne fanno parte, la voragine, già trasformata in una discarica, è stata riportata alla sua originaria bellezza naturale: ora sta a tutti noi fare in modo che ci rimanga''.












