Rave illegale, scatta l'intervento delle forze dell'ordine. Dalla reclusione alla maxi multa, ecco cosa rischiano davvero gli organizzatori secondo la nuova legge
In tema di rave party molto chiaro è l’articolo 633-bis del Codice Penale che è stato introdotto per fronteggiare fenomeni di occupazione abusiva a scopo di intrattenimento. "Ci vuole un pericolo concreto per la sicurezza pubblica e questo spesso si cerca di raggiungere creando un grande intervento, come può essere il dispiegamento di un grosso numero di forze dell'ordine, che diventa funzionale alla contestazione del reato” spiega l'avvocato Nicola Canestrini

TRENTO. Sono molte le persone che anche questa volta hanno deciso di prendere parte al rave party nella zona di Comano Terme, nella Val Lamasona. Dopo l'allarme lanciato dal sindaco, in queste ore stanno intervenendo polizia, carabinieri e polizia locale.
Una situazione che non è nuova, visto che già a inizio aprile sono state identificate oltre 200 persone, sempre per un rave party che era stato organizzato in località Malga di Vigo Lomaso.
“Anche oggi – ha spiegato venerdì 2 maggio il sindaco a Il Dolomiti – le persone hanno continuato ad arrivare. Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore. Spero in un intervento delle forze dell'ordine. Sono tutte situazioni illegali, sono eventi che vengono organizzati senza alcun genere di autorizzazione, gli organizzatori se ne fregano di tutto e questo non va bene”.
Ma in una situazione del genere, quali sono le pene che attendono le persone che organizzano eventi di questo genere? In tema di rave party, molto chiaro è l’articolo 633-bis del Codice Penale, che è stato introdotto per fronteggiare fenomeni di occupazione abusiva a scopo di intrattenimento. La legge è questa: chiunque organizza o promuove l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, siano essi pubblici o privati, per realizzare raduni musicali o altri eventi di intrattenimento, rischia la reclusione da tre a sei anni e una multa da 1.000 a 10.000 euro, se da tale invasione deriva un concreto pericolo per la salute pubblica o la sicurezza, anche a causa del numero dei partecipanti, dello stato dei luoghi o della violazione di norme su sostanze stupefacenti, sicurezza o igiene degli spettacoli.
Questo è quello a cui potrebbero andare incontro le persone che hanno organizzato il rave party nella zona di Comano Terme, nella Val Lamasona. “È il primo reato introdotto con decreto legge all'inizio del Governo Meloni” ha spiegato a Il Dolomiti l'avvocato Nicola Canestrini. Un simbolo che, fino ad oggi, però, sembra aver avuto limitati effetti reali, pochi impatti se non di tipo ideologico.
È un reato a pericolo concreto e, cioè, non è sufficiente la sua mera esistenza. “Ci vuole un pericolo concreto per la sicurezza pubblica – spiega ancora Canestrini – e questo spesso si cerca di raggiungere creando un grande intervento, come può essere il dispiegamento di un grosso numero di forze dell'ordine, che diventa funzionale alla contestazione del reato”.












