“Ricette false per farmaci stupefacenti: con la stagione turistica cresce l'attenzione in Trentino”. Boom di casi nel Vicentino: ecco che sostanze si cercano
A parlare è Tiziana Dal Lago, presidente dell'Ordine dei farmacisti del Trentino, dopo l'allerta lanciata a Vicenza da Federfarma: “L'attenzione sul problema è massima, anche a livello nazionale. L'Azienda sanitaria ci segnala puntualmente i casi di ricettari trafugati, ma con la stagione estiva aumenta il numero di turisti e quindi di ricette da fuori Provincia”

TRENTO. Farmaci “stupefacenti” da ricette false o fotocopiate: sono ben 40 i casi (circa 2 alla settimana) che dall'inizio dell'anno si sono verificati nel Vicentino, dove Federfarma ha lanciato l'allarme per un fenomeno “in preoccupante crescita” e per il quale l'attenzione, assicurano le autorità, è alta anche in Provincia di Trento. A confermarlo a il Dolomiti è la presidente dell'Ordine degli infermieri del Trentino, Tiziana Dal Lago, che avverte anche come con la stagione turistica i rischi aumentino ulteriormente.
“Ad oggi – dice – non abbiamo osservato episodi del genere in Provincia, ma il problema è noto e l'attenzione a livello nazionale è molto alta. Eventuali furti di ricettari vengono puntualmente segnalati alle farmacie dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari proprio per evitare l'acquisto di farmaci con prescrizioni false”. Le modalità di falsificazione, come riportato anche da Federfarma Vicenza, sono infatti legate principalmente a furti di ricettari o, in alternativa, a fotocopie realizzate di ricette autentiche.
Ma quali sono i farmaci che normalmente si cerca di acquistare illegalmente? “Principalmente – dice Dal Lago – si parla di medicinali appartenenti alla famiglia delle benzodiazepine, gli ansiolitici dunque. In generale però si cercano ovviamente quelle sostanze con azione a livello psicoattivo: che siano calmanti o eccitanti, gli effetti vengono comunque spesso associati all'alcool per aumentarne la portata. Normalmente si punta poi a farmaci, per così dire, 'intermedi' da acquistare con una ricetta ripetibile e non interessati dunque dalla più stringente normativa che regola la vendita dei medicinali con effetti psicoattivi potenzialmente maggiori”.
La sensibilità dei farmacisti è dunque fondamentale per intercettare i casi sospetti, che spesso riguardano l'acquisto di prodotti con ricette firmate da medici che lavorano fuori Provincia: “Quando ci troviamo di fronte a medici che conosciamo – conclude infatti Dal Lago – si conosce per esempio la calligrafia ed è quindi più difficile ingannare chi sta dietro il bancone con una firma falsa. Il dubbio nasce spesso quando si ha a che fare con professionisti che lavorano in altri territori. Con la stagione estiva e l'afflusso di turisti quindi, il numero di ricette potenzialmente a rischio aumenta di molto ed è quindi necessario un controllo più serrato, arrivando per esempio a chiamare direttamente il medico interessato”.
Nel frattempo invece si segnala da tempo ormai (Qui Articolo) la presenza, anche a Trento, di psicofarmaci spacciati sul mercato nero: spesso si tratta proprio di medicinali a base di benzodiazepine che, associati all'alcool o ad altre sostanze, hanno effetti simili a quelli dati dagli oppioidi. Di psiccofarmaci e "smart drugs" erano tornate a parlare negli scorsi mesi anche le autorità dell'Unità operativa dipendenze (Qui Articolo), sottolineando come l'attenzione sul tema si mantenga alta sul territorio provinciale.












