Serie di valanghe sulle montagne (FOTO) nonostante rischi o divieti: due scialpinisti salvati dal soccorso alpino in Trentino. Altri due sportivi gravissimi nel Bellunese
Domenica di grande lavoro sulle montagne, tantissime le squadre attivate per le operazioni in quota a causa di tre valanghe che si sono staccate tra Trentino e il Bellunese

TRENTO. Una serie di valanghe sulle montagne del Trentino e del Bellunese, macchina dei soccorsi sotto pressione. Dopo le giornate di maltempo e nonostante il rischio di distacchi, le temperature miti e il sole hanno portato molte persone in quota. Tre gli interventi degli operatori per salvare gli escursionisti.

L'evento più grave è avvenuto sotto Forcella Giau sul versante di San Vito di Cadore. Sono stati registrati più distacchi che hanno travolto tre persone. Un'operazione che ha coinvolto tre elicotteri in difficoltà nell'avvicinarsi ai 2.300 metri di quota dell'incidente. A lanciare l'allarme è stata una quarta persona che si trovava con loro al momento del distacco.

La neve ha sepolto un 51enne, che è stato subito individuato e riportato in superficie dal compagno di escursione: si trova ricoverato all'ospedale di Pieve di Cadore per una possibile ipotermia e per un trauma alla caviglia.

Più complesse le operazioni per localizzare e salvare un 38enne e una 40enne, trascinati più a valle e coperti rispettivamente da circa 2 e 3 metri di neve. Sono stati individuati e trasportati in gravissime condizioni agli ospedali di Mestre e di Treviso. Attivate le squadre del occorso alpino di San Vito di Cadore, Cortina d'Ampezzo, Alleghe - Val Fiorentina, Livinallongo e della Guardia di finanza, oltre alle unità cinofile (Qui articolo).

Due scialpinisti sono stati soccorsi anche sul Monte Oscivart, nel gruppo del Lagorai in val dei Mocheni (Qui articolo). Entrambi nati a Trento, gli sportivi si trovavano in un gruppo di dodici persone quando, appena iniziata la discesa a una quota di 2000 metri, poco prima delle 13.00 di oggi, domenica 16 marzo, sono stati travolti da una valanga che li ha trascinati verso valle per circa duecento metri.

I due scialpinisti sono usciti autonomamente dalla massa nevosa ma hanno riportato entrambi vari traumi. Gli amici hanno immediatamente allertato il Numero unico per le emergenze. E' decollato anche l'elicottero, che tuttavia non ha potuto raggiungere il target per mancanza di visibilità, mentre si sono attivate le Stazioni del soccorso alpino di Pergine Valsugana, Levico Terme e Trento-Monte Bondone. Pronti a entrare in azione anche il gruppo sanitario e il gruppo cinofilo, nonché la stazione Paganella Avisio.

Sul posto si sono così recati 25 operatori del soccorso alpino, tra i quali tre sanitari. Hanno raggiunto gli infortunati con gli sci, salendo con gatto delle nevi, quad e motoslitte messe a disposizione dai vigili del fuoco. Nel frattempo, le condizioni meteo sono migliorate e l'elicottero si è messo in posizione poco a monte della località Kamauz.

Fornite le prime cure agli infortunati, i due scialpinisti sono stati messi in sicurezza e trasferiti verso valle in toboga, facendo traccia nella neve alta, fino a raggiungere la forestale e da questa con i quad alla piazzola, dove stazionava l'elicottero. Sono stati imbarcati e condotti all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Momenti di tensione anche in val di Fiemme, quando c'è stato un distacco che ha raggiunto la pista Tresca del comprensorio sciistico Latemar a Pampeago. A provocare la valanga sembra sia stato il passaggio di alcuni sciatori fuoripista nonostante il divieto (Qui articolo). A entrare in azione sono state le stazioni del soccorso alpino di Fiemme e di Moena, che assieme alla Polizia di stato sono giunte sul posto con le unità cinofile. Presenti anche il personale degli impianti, del soccorso piste della Polizia di Stato, i vigili del fuoco e i carabinieri. Fortunatamente è stato escluso il coinvolgimento di persone.















