"Siete delle me**e, fate schifo", fermati dalla polizia senza mascherina durante il Covid insultano gli agenti: condanna a 8 e 6 mesi di reclusione per due 35enni anarchici
I fatti risalgono al 2020 quando i giovani, appartenenti alla frangia anarchica trentina, sono stati controllati perché violavano le norme per il Covid e hanno reagito insultando gli agenti: a distanza di 5 anni confermata la condanna in appello per oltraggio a pubblico ufficiale

TRENTO. Un uomo e una donna, entrambi 35enni e appartenenti alla frangia anarchica trentina, sono stati condannati in appello - con la sentenza che conferma quella di primo grado - rispettivamente a 8 mesi e quasi 6 mesi di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale per aver insultato alcuni poliziotti durante un controllo.
I fatti sono avvenuti in centro storico a Trento e risalgono al settembre 2020, in piena pandemia: nello specifico gli agenti del reparto prevenzione crimine, durante un controllo del territorio, avevano notato quattro giovani a distanza ravvicinata e che inoltre non indossavano le mascherine, violando le disposizioni del momento.
In seguito alle verifiche dei poliziotti, tutti i soggetti coinvolti si sono dimostrati insofferenti ai controlli e i due 35enne hanno iniziato ad inveire contro gli agenti con frasi ingiuriose come "siete delle mer*e, fate schifo, fate un lavoro inutile", con l'uomo che ha assunto un comportamento sempre più aggressivo e ingiurioso.
Durante le operazioni di polizia, inoltre, diversi amici dei giovani controllati si sono avvicinati, manifestando il loro dissenso contro l'operato degli agenti.
Dopo che la situazione è stata riportata alla calma, al termine degli accertamenti di polizia tutti i quattro giovani coinvolti sono stati sanzionati per la violazione delle norme Covid 19 e nei confronti dei due 35enni è scattata la denuncia che ha portato prima alla condanna di primo grado, poi confermata in appello, a 8 mesi di reclusione per l'uomo e 5 mesi e 20 giorni per la donna, con entrambi che dovranno inoltre risarcire economicamente del danno le parti civili e provvedere al pagamento delle spese legali.
"Non posso che esprimere piena condivisione per l'esito processuale. Questa sentenza - dichiara l'avvocato difensore degli operatori di polizia vittime dell'oltraggio Vincenzo Scaglione - riafferma un principio fondamentale: il rispetto per le forze dell’ordine è un pilastro dello Stato di diritto. Gli operatori di polizia svolgono un ruolo essenziale nella tutela della sicurezza pubblica, e offese o atti di oltraggio nei loro confronti non possono essere tollerati. La conferma, anche in sede d'appello, della decisione di primo grado ci ricorda che il rispetto della legge è un dovere di tutti, a prescindere dalle ideologie politiche".


















