Tragico scontro moto-furgone, morto il poliziotto nuotatore Federico Troletti, grave la cugina 41enne: arrestato per omicidio stradale il conducente del mezzo
Il conducente del furgone avrebbe effettuato un inversione improvvisa proprio mentre sopraggiungeva la moto con in sella Troletti e la cugina, lo scontro è stato violentissimo e il centauro è morto sul posto

BRESCIA. L'inversione improvvisa da parte di un furgone, poi lo scontro con la moto guidata dal poliziotto 48enne Federico Troletti, molto conosciuto sul territorio per la passione per il nuoto e per le sue imprese sportive, che ha perso la vita nel pomeriggio di ieri, martedì 22 aprile, lungo la Sp10 a Pian Camuno, nel bresciano.
Il tragico incidente stradale è avvenuto attorno alle 15, all'intersezione con la Ss42, quando Troletti si trovava in sella alla moto assieme alla cugina di 41 anni: dalle ricostruzioni sembrerebbe che l'autista di un furgone di un'impresa di manutenzione strade, che viaggiava in direzione Brescia così come il poliziotto, dopo essersi reso conto di aver sbagliato direzione abbia effettuato un'inversione a U improvvisa proprio quando sopraggiungeva la moto.
L'impatto stato violentissimo e Troletti e la 41enne che sono stati sbalzati sull'asfalto, con il 48enne che è rimasto incastrato sotto il guardrail: nonostante l'immediato intervento dei soccorritori, purtroppo per l'uomo non c'è stato nulla da fare, è morto sul posto a causa delle gravi ferite riportate. Gravemente ferita la cugina, che si trova ricoverata in gravi condizioni all'Ospedale civile di Brescia.
Il conducente del furgone, rimasto illeso così come gli altri due operai che viaggiavano con lui, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di omicidio stradale: dagli approfondimenti non è risultato positivo all'alcoltest.
Federico Troletti era un volto molto noto in Val Camonica: nato a Breno e cresciuto a Cividate, e in servizio all'ufficio passaporti di Darfo, era conosciuto per la sua passione per il nuoto e per le imprese sportive. Chiamato il "Kaimano", si era distinto per le sue traversate dei laghi, tra cui Iseo e Garda, e per aver ideato il tuffo della Befana nel lago Moro, organizzando negli anni molte iniziative sul territorio. Attualmente risiedeva a Malegno, e lascia la moglie e due figlie.


















