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Bolzano
13 settembre | 12:04

Travolta in ciclabile da un camion: così è morta Julia Marie. La città di Bressanone sotto shock: "Era innamorata del suo sport. Voleva fare l'allenatrice"

La ragazza, di soli 23 anni, è stata investita da un mezzo pesante mentre percorreva la ciclabile che costeggia una delle vie principali di Salisburgo, la città dove si era trasferita per studiare e allenarsi

Travolta in ciclabile da un camion: così è morta Julia Marie

SALISBURGO. Era una campionessa di pattinaggio artistico e si allenava e studiava a Salisburgo. Ed è nella città austriaca che la giovane, di origine brissinese, ha perso la vita, in terribile incidente. Julia Marie Gaiser, appena 23enne, è stata travolta e uccisa da un camion mentre, intorno alle ore 15 di giovedì 11 settembre, percorreva, a bordo della sua bicicletta, la ciclabile che costeggia una delle vie principali e più trafficate della città.

 

Giunta a un incrocio, la ragazza doveva proseguire dritto, ma è stata investita da un camion che svoltava verso destra. Un impatto terribile, che non ha lasciato scampo alla ragazza. Julia Marie è morta sull'asfalto della ciclabile, dopo numerosi e disperati tentativi di rianimazione.

 

E ora la comunità è sotto shock. Il sindaco di Bressanone Andreas Jungmann ha immediatamente espresso solidarietà nei confronti della famiglia della giovane e dei suoi genitori, Markus ed Elke, che hanno appreso la notizia della morte della figlia nella serata di giovedì 11 settembre.

 

Ad esprimere il suo più profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia, è stata anche la società di pattinaggio dove Julia Marie è crescita sportivamente, la WSV Brixen Eiskunstlauf. 

 

Julia si era innamorata del pattinaggio artistico quando aveva solo 10 anni e in pochissimo tempo, grazie al suo talento, era diventata una delle atlete più promettenti del panorama locale. Gareggiava a livello nazionale ed internazionale, allenandosi con costanza e impegno. Anneliese Schenk, responsabile del settore pattinaggio artistico del comitato provinciale Fisg, che "aveva iniziato tardi l'attività sul ghiaccio, rispetto allo standard del nostro sport: aveva circa 8 anni, quando molte bambine iniziano già a 4-5 anni. Nonostante questo Julia Marie era riuscita ad ottenere buoni risultati, grazie agli allenamenti quotidiani. Per lei il pattinaggio era tutto e viveva questo sport con grande passione. Per un periodo era anche convocata in nazionale".

 

Le sue amiche e compagne di squadra la ricordano con tristezza: "Era una ragazza gentile, sempre sorridente, che amava il suo sport e che ora stava lavorando sodo per diventare allenatrice. Voleva trasmettere agli altri la sua passione. Per lei il pattinaggio artistico era un vero amore, non solo uno sport". Nel futuro di Julia c'era proprio questo: allenare le nuove generazioni, stare sul ghiaccio a prescindere dalle competizioni. Pattinare, sempre. 

 

I funerali di Julia si terranno nella città di Bressanone nei prossimi giorni. 

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