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| 25 gen 2025 | 07:52

Trovato senza vita sulle piste da sci, non fu malore ma un incidente sul lavoro: sequestrato un impianto, due persone agli arresti domiciliari

Angelo Frassi, 67enne, addetto della società che gestisce i due impianti di risalita, era stato trovato il 28 dicembre senza vita lungo una pista. La prima ipotesi era stata quella di un malore fatale ma le indagini avrebbero portato ad altro. Per le due persone arrestate l'ipotesi è quella di omicidio colposo aggravato dall’aver violato le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

Trovato senza vita sulle piste da sci, non fu malore ma un incidente sul lavoro
di Redazione

BRESCIA. Era stato trovato senza vita sulle piste e la prima ipotesi sulla causa di morte di Angelo Frassi, 67enne, addetto della società che gestisce i due impianti di risalita, era stata quella di un malore fatale (QUI L'ARTICOLO). 

 

Il dramma era avvenuto il 28 dicembre e le indagini portate avanti in queste settimane hanno però portato ad una svolta.  

 

Militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Breno e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Brescia, infatti, nelle scorse ore hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti del legale rappresentante e del procuratore speciale della società di gestione dell’impianto sciistico di Val Palot  nel Comune di Pisogne. Contestualmente è stato effettuato il sequestro preventivo dell’impianto skilift Val Palot - sciovia Duadello.

 

Inizialmente, come già detto, la causa del decesso del dipendente ipotizzata dal personale sanitario intervenuto è stata quella dell’arresto cardiaco per un malore, ma le conseguenti indagini hanno indotto il Pubblico Ministero a richiedere al Gip il provvedimento, ipotizzando, a carico delle due persone, il delitto di omicidio colposo aggravato dall’aver violato le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

 

Le indagini sono state portate avanti dai militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Edolo, della Compagnia della Guardia di Finanza di Breno e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Brescia. 

 

Il provvedimento cautelare è stato disposto dal Giudice sulla scorta degli elementi probatori allo stato acquisiti, pertanto, in attesa della definitività del giudizio, sussiste la presunzione di innocenza degli indagati.

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