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Trento
14 marzo | 17:39

“Un'altra piazza per l'Europa”, l'Osservatorio Balcani Caucaso alla manifestazione di Trento: “Maggior integrazione europea la risposta alle sfide di oggi”

Anche l'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa aderisce alla “Piazza per l'Europa” promossa da il Dolomiti per sabato 15 marzo a Trento (appuntamento alle 15 in piazza Lodron)

“Un'altra piazza per l'Europa”, l'Osservatorio Balcani Caucaso alla manifestazione di Trento
di Redazione

TRENTO. Arriva un'altra importante adesione alla manifestazione “Un'altra piazza per l'Europa”, lanciata da il Dolomiti per chiedere un'Europa più forte e unita. Alla manifestazione infatti, l'appuntamento è alle 15 di domani (sabato 15 marzo) in Piazza Lodron a Trento, parteciperà anche l'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa.

 

Una maggiore, e migliore, integrazione europea – si legge nella nota diffusa dall'Osservatorio - è la risposta giusta alle sfide contemporanee, purché l’Europa riesca a dare davvero delle risposte all’altezza del momento storico che stiamo attraversando.

 

Le intuizioni alla base del progetto di integrazione europea – contrastare i nazionalismi e superare le frontiere, diffondere alti standard democratici e ambientali, moltiplicare le opportunità di crescita – rimangono quanto mai attuali.

 

L’Unione europea così com’è ora non è però sufficiente, e sotto la spinta proveniente da vari stati membri rischia perfino di muoversi verso direzioni sbagliate.

 

Per il futuro, serve un’Unione europea meno incentrata sui governi nazionali e più civica, attenta a favorire una vera integrazione dal basso, che sia alimentata dai cittadini e dalle loro organizzazioni e capace di valorizzare la pluralità di voci e soggetti al suo interno.

 

Serve un’Unione europea molto più convinta e efficace nella difesa dello stato di diritto, della libertà di espressione e dei diritti fondamentali – compresi quelli delle persone migranti e di chi esprime dissenso, rafforzando la democrazia.

 

Serve un'Europa capace di dotarsi di strumenti di deterrenza non tanto tramite il riarmo su base nazionale, quanto piuttosto lavorando con solerzia e pazienza a una comune difesa europea.

 

Soprattutto, serve un’Unione europea più attenta a costruire le condizioni per una vera sicurezza duratura imperniata sulla giustizia e il diritto internazionale e sul riconoscimento del ruolo dei tribunali internazionali e delle Nazioni Unite, e capace di assumersi le proprie responsabilità tanto in Ucraina quanto in Palestina, dove è in atto un genocidio sostenuto da vari Paesi europei.

 

Serve un’Europa più generosa e aperta, che includa finalmente i Paesi che da decenni attendono di entrare a far parte dell’UE e che abbandoni le politiche di militarizzazione dei confini esterni e di respingimento dei migranti. L’UE deve prendere consapevolezza del fatto che le nostre relazioni con il Sud globale sono ancora molto spesso violente, estrattiviste e oppressive, e agire per superare la sua eredità coloniale.

 

Serve un’Europa che guidi davvero la transizione ecologica, mettendosi al servizio del bene comune di tutto il pianeta e lavorando per la giustizia climatica, perché abbiamo l'onere di riparare i danni che abbiamo prodotto storicamente e continuiamo a produrre.

 

Nato a seguito delle guerre degli anni Novanta, da 25 anni Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa lavora, dal Trentino, per costruire ponti e occasioni di collaborazione con il resto d’Europa, prestando particolare attenzione al mondo dell’informazione e della società civile.

 

L’Europa per cui ci impegniamo quotidianamente – e per cui chiamiamo tutti a lavorare – è un’Europa coraggiosa e vitale, fatta di democrazia, antidiscriminazione, diritti, ambientalismo e solidarietà. Un’Unione europea che sappia fare sintesi di tante visioni e interessi differenti basandosi su principi di giustizia ed equità, tanto sul piano interno quanto su quello internazionale".

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