Ci siamo, alle 15 in Piazza Lodron la manifestazione lanciata da il Dolomiti per chiedere più Europa (Se non ora quando?) e per non abbandonare l'Ucraina
Dopo giorni convulsi di adesioni, impegno e partecipazione e grazie all'associazione EUcraina per il gigantesco aiuto nel promuovere la piazza (dove si potrà anche firmare il manifesto Con l'Ucraina, per la Pace e per la Sovranità europea) e a Roberto Sani di Sì Trento che si è occupato delle questioni burocratiche (e non è poco credeteci) ci troveremo in piazza Lodron a Trento per la manifestazione ''Un'altra piazza per l'Europa''. Ecco perché è importante esserci e chi ha aderito pubblicamente all'evento

TRENTO. Ci siamo. Lo scrivevamo una decina di giorni fa ''Se non ora quando?'' citando Primo Levi e la risposta alla domanda non poteva che essere ''adesso''. E così oggi, sabato 15, alle 15 in Piazza Lodron a Trento si terrà la manifestazione lanciata da il Dolomiti dal titolo ''Un'altra piazza per l'Europa'' (''un'altra'' perché a Roma c'è quella lanciata da Michele Serra e Repubblica). Con il Dolomiti l'associazione EUcraina perché non c'è Europa che tenga se si abbandona chi è stato invaso e da anni difende la sua libertà e la nostra dignità e un pubblico grazie va a Roberto Sani della lista Sì Trento per aver prenotato la piazza ed averci aiutato dal punto di vista burocratico.
La piazza servirà prima di tutto a dire ''ci siamo'', l'Europa è il nostro orizzonte, vogliamo un'Europa più unita, più forte, più capace di contare politicamente sullo scacchiere internazionale, sempre meno a misura di statarelli sovranisti e sempre più dominato dalle ''superpotenze'' ''continentali''. E che superpotenze, verrebbe da dire: la Russia è un'autocrazia inaffidabile e imprevedibile che ha rotto ogni legame con l'occidente invadendo l'Ucraina, facendo carta straccia dei trattati internazionali, occupando territori appartenenti a uno Stato stato sovrano e violando una marea di diritti e principi fondamentali (da quello alla vita per arrivare all'autodeterminazione dei popoli tanto per citarne due). Per non parlare dell'uso della violenza, delle centinaia di migliaia di vittime causate in 3 anni di guerra, dei crimini di guerra e dell'inaccettabile approccio ai rapporti internazionali: sono più forte quindi lo posso fare.
Che poi è lo stesso modus operandi che orienta l'azione del nuovo ''alleato'' di Putin: il presidente Usa Donald Trump. L'America, da due mesi a questa parte, non esiste più per come l'abbiamo conosciuta (qualcuno anche amata ed ammirata con la Statua della Libertà a farsi simbolo della più grande democrazia liberale del mondo) ed è diventata l'opposto di quello che era. Lo stato di diritto è saltato, i bilanciamenti tra poteri pure, il miliardario più ricco e potente del mondo è diventato braccio destro del presidente e il braccio destro del braccio destro si è alzato pubblicamente durante la cerimonia di insediamento del presidente Trump.
A quel braccio destro è seguito quello ancor più palese dell''ideologo di Trump e del Maga (Make America Great Again), Steve Bannon e così quelli che ''arrivano i nostri'' e salvano l'Europa e liberano l'Italia dal nazismo e da noi stessi oggi strizzano l'occhio proprio a quel mondo, a quell'ideologia fatta di razzismo, violenza, dove il più forte appunto, può fare al più debole, alle minoranze, a chi non è con loro, quel che vuole, schiacciarlo, annientarlo, deriderlo. E cosa è accaduto alla Casa Bianca a inizio mese se non questo: Trump e Vance hanno bullizzato, dileggiato, umiliato il presidente di una nazione che da 3 anni resiste all'invasione delle truppe di Putin perché in posizione di debolezza rispetto ai loro miliardi di dollari e al loro potentissimo esercito. Il messaggio dato al mondo usando Zelensky e stato chiaro: ''Noi siamo più forti e quindi chi si siede su quella sedia fa quello che diciamo noi''. A Zelensky ha proposto una pace che recita più o meno così: ''Ci dai le terre rare a noi e le regioni che interessano a Putin alla Russia e poi zitto e mosca, ringrazi e dici quanto siamo stati buoni''. Si finirà per disarmare l'invaso lasciando vittoria, armi e bottino all'invasore? Quel che è certo è che in questo modo si taglia fuori l'Europa vero nemico di entrambe le due potenze.
Gli attacchi al Vecchio Continente da parte di Trump sono quasi quotidiani e vanno dagli insulti (l'Europa da quando esiste fotte l'America) alle minacce militari (la Groenlandia fino a prova contraria è territorio danese) a quelle (ben più importanti) economiche: i dazi sono una dichiarazione di guerra commerciale e l'annuncio di queste ore di portare quelli sul vino e super alcolici al 200% ha il sapore del buon vecchio ''proibizionismo'' perché di fatto spingerà i prezzi dei nostri prodotti a dei livelli talmente folli da renderli incomprabili. E a tutto questo va aggiunto l'aggressione politica: Musk, Trump, Vance, Putin intervengono sistematicamente ad ogni tornata elettorale in Europa per sostenere i candidati più nazionalisti che ci sono perché l'obiettivo di tenere divisa l'Europa è un obiettivo chiaro e ormai palese.
E allora? Allora scendiamo in piazza per dire che noi vassalli di Trump e Putin non vogliamo esserlo. Che l'Europa difenderà libertà, pace e democrazia (tre concetti che, forse, ormai diamo per scontati ma che tolti gli ultimi 70 anni, da quando esiste appunto l'Europa, il Vecchio continente non li ha mai conosciuti in questa forma e per questa durata) con le unghie e con i denti facendo quel salto in avanti fondamentale per poter pesare politicamente nel mondo, costituendo una politica estera comune, una politica di difesa militare comune, una politica di welfare e fiscale comune. Di passi da fare ce ne sono tanti. Il primo è trovarci in piazza per rispondere alle nostre coscienze e per mandare un messaggio, magari piccolo, magari ingenuo, ma comunque un messaggio, che c'è chi all'Europa crede. Chissà che pure i partiti a quel punto non riescano a trovare il coraggio di fare la loro parte. Cominciamo noi, intanto. Se non ora quando?
QUI CHI HA ADERITO ALLA MANIFESTAZIONE
Fondazione De Gasperi
Fondazione Megalizzi
Osservatorio Balcani Caucaso
Associazione EUcraina
Associazione Rasom
Associazione Aiutiamoli a Vivere
Sindaco di Trento, Franco Ianeselli
Sì Trento
Casa Autonomia
Azione
Campobase
Verdi
Partito Democratico
Psi
Ringraziamo alcuni professori di Studi Internazionali che hanno alimentato il dibattito in questi giorni












