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Belluno
07 novembre | 16:47

Variante di Longarone: al via la gara. Quasi mezzo miliardo di euro e 840 giorni di realizzazione. “Il comitato di cittadini non si è opposto, ma ha migliorato il progetto”

Si apre a fine mese la gara per la realizzazione della variante di Longarone e a fine novembre 2026 inizieranno i lavori. A riferirlo il sindaco Roberto Padrin, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli e l’amministratore delegato di Simico Fabio Saldini, che spiega tutti i dettagli operativi. Non sono mancati i paralleli con altre opere, dalla pista da bob al ponte sullo stretto

LONGARONE. Si apre a fine mese la gara per la variante di Longarone e tra un anno inizieranno i lavori. A riferirlo il sindaco Roberto Padrin, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli e l’amministratore delegato di Simico Fabio Saldini, che sottolinea: “Dei 98 cantieri che abbiamo affidati non ce n’è uno in ritardo: è il nostro modo di fare che ci porta a essere attenti non solo al territorio, ma anche al triplice vincolo di tempi, costi e qualità. Fare le cose risparmiando, senza spendere ulteriore tempo e con alta qualità non è infatti da tutti”.

 

L’opera ha l’obiettivo di risolvere il problema del traffico a Longarone, spesso congestionata tra zona industriale, residenti e turisti che salgono verso il Cadore. Si tratta di una variante di 11,2 km, con 1.600 metri di galleria, 7 viadotti e un costo stimato (al momento) di circa 480 milioni di euro. Il tracciato parte dall’uscita dell’autostrada di Pian di Vedoia, segue il corso del Piave per poi salire in galleria sotto Castellavazzo e tornare in Alemagna nei pressi di Termine di Cadore. Prevista inoltre anche la ristrutturazione del ponte verso Erto.

 

“A gennaio 2024 si è tenuta un'assemblea - sostiene Padrin - nella quale abbiamo mostrato a Saldini le perplessità dell'amministrazione e di un comitato di cittadini sull'impatto che un tratto di strada, tra la confluenza sul Maè e la Fiera di Longarone, aveva dal punto di vista ambientale e di sostenibilità. Da lì è iniziato un percorso che ha portato alla modifica del progetto e ora abbiamo ricevuto la validazione da parte del Consiglio nazionale dei lavori pubblici. La volontà di amministrazione e cittadini è stata di inserire in modo ottimale l'opera nel contesto: è infatti sì indispensabile per la viabilità, ma deve anche porre un’attenzione particolare al territorio, già brutalmente distrutto con la tragedia del Vajont”.

 

A spiegare le prossime fasi è invece Saldini, che esordisce elogiando i longaronesi. “Lavorare qui - afferma - non è come lavorare da altre parti. Durante il mio primo incontro da commissario di governo, mi colpì il pudore della gente che raccomandava il miglioramento del progetto come fosse il miglioramento della propria storia. Qui infatti il tuo lavoro ha sempre a che fare con quanto accaduto: solitamente i comitati si oppongono a qualcosa, mentre quello di Longarone ha sostenuto il progetto contribuendo a elevarne la qualità”.

 

Un progetto che comunque definisce complesso e difficile, tanto che si prevedono 840 giorni necessari a chiuderlo. “Saranno 11,2 km di variante nella parte dell’Alemagna più difficoltosa da percorrere - prosegue - per il traffico e l’alta incidentalità. In questo periodo abbiamo confermato le tre fasi del progetto: la prima verso sud, l’ultima verso nord e quella centrale, circa il 10%, che costituirà tecnicamente la variante annunciata collegata al bando di gara”.

 

In pratica, avere un appalto integrato con una variante annunciata significa che chi dovrà realizzare la variante si impegnerà a migliorare una parte (quel 10% di cui parla Saldini), che si trova tra la diga del Vajont e la città - appunto la più “sensibile” per i cittadini. Inoltre, Saldini sottolinea che anche questo progetto è stato elaborato con il Building information modeling: grazie all’intelligenza artificiale si può mappare lo stato dei cantieri e consultare in tempo reale le attività in corso. “Un modello - conclude Saldini - che ci ha permesso di avere in 305 giorni la pre-omologazione della pista da bob, che ricordo essere stata realizzata con 31 varianti progettuali senza un euro di incremento di costi. Anche il progetto di Longarone è modellato in questo modo, quindi durante l’esecuzione si potrà progettare tutto ciò che serve al miglior risultato finale”.

 

Complimenti ai cittadini arrivano anche dal senatore Morelli, che per l’occasione cita l’ormai evergreen ponte sullo stretto. “Non possiamo che ringraziare la comunità locale e l'amministrazione - ribadisce - per il serio contributo dato a migliorare la variante il più possibile. In Italia, sul fronte infrastrutture le polemiche sono frequenti: vengo infatti da Roma, dove c’è il freno a mano su una delle opere più importanti per il Paese, cioè il ponte sullo stretto. Certo lo risolveremo, ma è un freno che non contribuisce a ottenere nei tempi desiderati qualcosa che serve a migliorare la qualità della vita. Uso quindi Longarone come benchmark e modello cui ispirarsi: a fronte della necessità di fare un’opera si sono trovate le formule affinché tutti siano protagonisti e alla fine l'opera si fa, la qualità della vita dei cittadini migliorerà e questi, oltre a sorridere per questo, lo faranno anche per aver preso parte alla sua realizzazione”.

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