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FVG
26 febbraio | 15:31

''Abbiamo perso un amico, un figlio, un socio. Tu che in veste di Babbo Natale hai lasciato un sorriso a tutti i bimbi del Burlo. Eri ben voluto da tutti. Sarai sempre con noi''

Dalla passione per il proprio lavoro da funambolo d'alta quota, ai sorrisi e all'arrampicata in val Rosandra, ecco chi era Tommaso Andreuzza, la giovane vita spezzata nei cantieri di Monfalcone

TRIESTE. “Tu che ci hai fatto conoscere in ogni cantiere per serietà e sicurezza, educazione e sorriso. Tu che sei con noi da quando avevi solo 19 anni che con testardaggine ci hai detto 'io voglio lavorare qui'. Tu che in veste di babbo natale hai lasciato un sorriso a tutti i bambini del Burlo. Tu che ti sei fatto voler bene da tutti...Tommaso tutti noi ti vogliamo un mondo di bene e sai che noi siamo sempre affianco a te e tu affianco a ogni nostro passo...”. Questo il ricordo che la ditta ''InQuota Fvg'' ha fatto di Tommaso Andreuzza.

 

Il giorno dopo la tragedia di Monfalcone del 25 febbraio che ha visto la drammatica scomparsa del giovane operaio triestino precipitato per venti metri dalla tettoia di un capanno all'interno del cantiere di Monfalcone di Fincantieri, a Trieste prevale il dolore, nonché un profondo senso di sgomento e incredulità. Tommaso aveva 27 anni e lavorava per la ditta specializzata in interventi su corda e senza impalcatura per il ripristino di parti edili o potature del verde in altezza, della quale oltre ad essere socio era anche caposquadra. Il giovane era quel che si suol dire un professionista e contava un'esperienza di più di otto anni nel settore.

 

Sui social le persone che lo conoscevano hanno commentato i suoi profili tratteggiandone la figura di un ragazzo sempre solare, attivo, dinamico e dai mille interessi. Aveva inoltre praticato l'arrampicata e le foto pubblicate in tal senso lo ritraggono in salita in val Rosandra. 

 

 

 

Una passione, quella per le grandi altezze, che sarebbe continuata anche sul lavoro, nel quale era un vero funambolo d'alta quota, sempre aggiornato e preparato, tanto da essere diventato un punto di riferimento e aver assunto il compito di istruire gli altri all'interno di questa professione.

 

 

Poi, l'incidente. Secondo una prima ricostruzione Andreuzza stava lavorando a delle attività manutentive sul tetto di un capannone che era stato danneggiato da una pesante grandinata avvenuta lo scorso autunno. “Ieri abbiamo perso un amico, un figlio, un socio, una persona che più di tutte adorava la nostra azienda”, esordisce il post pubblicato sul profilo della ditta per cui lavorava. ''Una persona che con determinazione e voglia di spaccare il mondo si dedicava alla continua formazione di tutti i nostri lavoratori”. Una vita protesa quindi verso gli altri, che lascia trasparire la grande generosità di Tommaso, come riportato dal commovente messaggio dell'azienda che conclude così: ''Siamo distrutti e vicini alla tua Famiglia e compagna''.

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