Addio a Monsignor Raffaele Nogaro: il suo impegno contro la camorra e le guerre a Gaza e in Ucraina
Era vescovo emerito di Caserta, noto per la vicinanza agli ultimi e l'impegno sociale rivolto a contrastare il disagio, la corruzione e la criminalità organizzata. L'arcivescovo Pietro Lagnese ha voluto ricordarlo “ringraziando il Signore per averlo donato a tutti noi”

UDINE. Il Friuli piange la scomparsa di monsignor Raffaele Nogaro, spirato nel pomeriggio di martedì 6 dicembre a 92 anni. Era vescovo emerito di Caserta, noto per la vicinanza agli ultimi e l'impegno sociale rivolto a contrastare il disagio, la corruzione e la criminalità organizzata. L'arcivescovo Pietro Lagnese ha voluto ricordarlo “ringraziando il Signore per averlo donato a tutti noi”.
Era nato a Gradisca, in provincia di Udine nel 1933, divenne sacerdote nel 1958 e nell'ottobre del 1982 fu nominato da Papa Giovanni Paolo II vescovo di Sessa Aurunca, un comune di circa venti mila abitanti in provincia di Caserta. E proprio a Sessa, come lo stesso Nogaro avrebbe avuto modo di ricordare, sarebbe stato accolto da un'atmosfera di calore e tenerezza commovente, che lo avrebbe profondamente legato al casertano e al meridione in generale, basti pensare che dopo essere stato nominato vescovo di Caserta dal 1990 al 2009 sarebbe rimasto a Caserta in qualità di vescovo emerito. Tanto nella diocesi di Sessa quanto in quella di Caserta, Nogaro si sarebbe distinto per la profusione di un grande impegno civico e pastorale, scendendo spesso in piazza in difesa dei diritti dei più deboli e stigmatizzando la mafia, la corruzione e il silenzio della politica.
Non esitò inoltre a prendere posizione anche contro i conflitti armati, comprese le guerre recenti come ad esempio quella di Gaza. Accanto a ciò portò avanti battaglie contro la disoccupazione e in difesa dell’ambiente, si impegnò per l’accoglienza degli stranieri e per l’integrazione dei rifugiati, anche nel ruolo di membro della Commissione per le migrazioni della CEI, ed è stato tra i più convinti promotori della causa di canonizzazione di don Peppe Diana, il sacerdote assassinato dalla camorra nel 1994, da lui definito “martire della libertà”.
In un'epoca troppo spesso segnata dall'indifferenza, la comunità tutta ha perso pertanto una figura come quella di monsignor Nogaro, che al contrario ha saputo rappresentare una voce fuori dal coro, capace di coniugare fede e responsabilità civile senza compromessi. I funerali si terranno la mattina di venerdì 9 gennaio nel Duomo di Caserta.













