IL VIDEO. Franco Bragagna: "Chi ricorda 'Lascia o raddoppia?'. Ecco Giovanni Malagò. Solo in Italia. Ma siamo sicuri che lo sport italiano ha vinto?"
Da Giovanni Malagò a Giovanni Malagò: l'incredibile parabola da presidente a commissario della Federcalcio analizzata da Franco Bragagna nella puntata "Sarò Franco"

BOLZANO. "Chi si ricorda 'Lascia o raddoppia?' presentato da Mike Bongiorno?". Inizia così Franco Bragagna nella puntata "Sarò Franco" su Il Dolomiti. "L'ultima trasmissione fu giovedì sera 16 luglio 1959: il mio alibi è perfetto, sarei venuto alla luce all'ospedale civile di Padova reparto di ostetricia venerdì 17 luglio alle 13, perfetto porta fortuna ma questa è un'altra storia. Ma serve per spiegare: Giovani Malagò che lascia, Giovanni Malagò che raddoppia. Possibile. Magari solo in Italia".
Dopo mesi di tensione sulla questione del (non) tesseramento di Giovanni Malagò per candidarsi alla presidenza della Figc è stato trovato l'escamotage: l'ex numero uno del Coni diventa commissario della Federazione per la quale non avrebbe potuto correre.
"E' stato eletto alla Federcalcio come presidente e non poteva essere nemmeno candidabile perché non era tesserato. Solo in Italia", prosegue Bragagna. "Ci si è accorti dopo, quantomeno una manina, una voce politica, si è accorta. Qualche sgarbo a qualche politico Giovanni Malagò l'ha fatto. Magari a qualcuno dalle parti di Varese che si è inventato una riforma dello sport non esaltante ma vabbè. E Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, aveva detto, proprio per garantire rispetto a questa irregolarità amministrativa, un'elezione che è stata ispirata anche da Giovanni Malagò, che d'accordo essere amici ma complici non si può".
Ecco quindi il commissariamento affidato alla guida della Figc. "Perché questa soluzione machaivellica? Perché intanto il Coni rischiava di essere commissariato perché non aveva sorvegliato a sufficienza e poi per tante altre cose".
Oggi "Malagò ha detto tante cose: vicenda difficile, triste, imbarazzante. Ma ha vinto il buonsenso e come al solito è stato franco: la conta in Giunta Coni e nel Consiglio nazionale Coni avrebbe avuto dalla sua parte molti pretoriani. Dovrà convocare le prossime elezioni, probabilmente il 14 dicembre e sarà strafavorito, anche se non dovrebbe essere candidato unico e stavolta sarà tesserato. Invece Buonfiglio ha commentato: 'Non ho vinto io, ha vinto lo sport'. Siamo sicuri? Lo sport italiano ha vinto? Sempre più mani e piedi legato alla politica, con sempre un maggior numero di commissariamenti, forse anche quello della danza sportiva e anche una Federazione molto importante e negli ultimi tempi vincente", conclude Bragagna.


















