IL VIDEO. Dal silenzio blindato sulle condizioni di Jannik Sinner alla riflessione sul mondo dello sport, Franco Bragagna: "Brava Arianna Fontana"
Il silenzio blindato intorno alle condizioni di Jannik Sinner, la riflessione intorno al mondo dello sport e della comunicazione, le somiglianze improbabili tra direttori e allenatori. E spazio al decimo compleanno de Il Dolomiti. La puntata di "Sarò Franco" con Franco Bragagna

TRENTO. Il silenzio blindato intorno alle condizioni di Jannik Sinner, la riflessione intorno al mondo dello sport e della comunicazione, le somiglianze improbabili tra direttori e allenatori. E spazio al decimo compleanno de Il Dolomiti.
Nella nuova puntata su il Dolomiti di "Sarò Franco" di Franco Bragagna.
"Non c'entra niente la Coppa America di vela e tutto il resto, Golfo di Napoli. Triennale a Milano, ero a Aura Sport e Cultura Award, che festeggiava gli undici anni, dice rotondo. Certo che è rotondo, organizzato da rivista Undici, ci mancherebbe altro. Un po' di nomi: Mattia Furlani, Simone Giannelli, Larissa Iapichino, Daniele Lavia, Francesca Lollobrigida, Filippo Macchi, Nicolò Martinenghi, Simona Quadarella, Benedetta Pilato, Matilde De Villa".
Sono tanti. "Stringiamo: Nadia Battocletti, Dariya Derkach, Leonardo Fabbri, Sara Fantini, Sofia Fiorini, ha vinto, per gli undici anni, cioè, anniversario rotondo di rivista Undici, Arianna Fontana. Dico più, personalmente un premio alla carriera che non per le vicende specifiche di un anno in cui ci sono stati i Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Bravissima la Valtellines. L'anno scorso vinse Myriam Sylla, la pallavolista che è stata capitana della Nazionale".
E si passa Jannik Sinner.
"Allora, sappiamo del ginocchio che gli ha impedito di andare in Cina per il torneo di Pechino. Per il resto, in un'epoca in cui l'informazione, anche la comunicazione subdola, quello che si voglia o che non si voglia far trapelare, eccetera e niente. Se tornerà a Vienna? Sì, forse. Ecco, in un'epoca come questa, e lo sottopongo all'attenzione in cui la comunicazione per taluno è tutto, lo staff di Jannik, il ragazzo rosso di Sesto, che qualcuno chiama Sesto Pusteria, non fa trapelare niente. E oserei dire complimenti. Parliamone, quantomeno, in questo caso la comunicazione non riesce a arrivare oltre. Aspettiamo? Sì, non è una comunicazione di uno che di mestiere faccia il giornalista, aspettiamo. Non c'è altro da dire, sarò franco così".


















