Antonelli, la Coppa Davis e i nodi geopolitici: il punto di Franco Bragagna tra tennis e motori - IL VIDEO
Dal rientro di Musetti e le prospettive azzurre in Coppa Davis al futuro di Kimi Antonelli nell'automobilismo, fino ai tornei ricchi e controversi come il Six Kings Slam: nell'appuntamento con "Sarò Franco", Franco Bragagna analizza i temi caldi dello sport internazionale e intreccia le dinamiche agonistiche con lo scenario geopolitico globale

Un'analisi a tutto tondo che spazia dalle piste da corsa ai campi da tennis, toccando persino le ripercussioni della geopolitica internazionale sullo sport professionistico. Nel consueto appuntamento con la rubrica "Sarò Franco", Franco Bragagna traccia il punto della situazione sui principali eventi sportivi del momento.
La riflessione parte dall'automobilismo e dalle prospettive per Kimi Antonelli, atteso al weekend di gara in Messico in una stagione i cui equilibri potrebbero risentire del numero complessivo di Gran Premi effettivamente disputati. Un contesto in cui, secondo Bragagna, le variabili esterne e le imminenti scadenze elettorali negli Stati Uniti rischiano di incidere indirettamente anche sui calendari e sull'organizzazione dei grandi eventi sportivi globali.
Spostando l'attenzione sul tennis, il quadro azzurro resta estremamente dinamico. Nonostante l'assenza confermata di Jannik Sinner per la Coppa Davis, la selezione italiana si presenta ai prossimi appuntamenti con un gruppo solido e competitivo. A trascinare il movimento c'è il ritrovato Lorenzo Musetti, forte dei recenti risultati e di un recupero fisico brillante dopo il periodo di stop, affiancato da un Flavio Cobolli in costante crescita e pronto a puntare alle finali di Torino. A completare il gruppo figurano Luciano Darderi e le incognite legate alla presenza del doppio formato da Simone Bolelli e Andrea Vavassori.
Non manca infine una stoccata critica nei confronti delle esibizioni milionarie come il Six Kings Slam. Definita una manifestazione priva di valore per le classifiche ufficiali ma costruita su ingaggi faraonici, la competizione mediorientale rappresenta, nell'analisi di Bragagna, l'ennesimo esempio di come le logiche economiche e gli stravolgimenti geopolitici stiano ridefinendo le priorità del calendario tennistico mondiale.
"Il "Sarò Franco" oggi: tennis e automobilismo. Questa è la settimana di Kimi Antonelli, potrebbe anche essere già campione del mondo perché non è detto che i Gran Premi rimangano nello stesso numero, dipende da alcune cose. E le due cose oltretutto si allineano, perché l'appello di ieri ha Antonelli presente come già campione del mondo praticamente. Lorenzo Musetti, ah bentornato finalmente eccetera, con quella vittoria a Lione. Sinner perdura l'assenza, la giustificazione ce l'ha, certo però ha aggiunto qualcosa Jannik: l'ipotesi di tornare sembrerebbe praticabile per i Six Kings Slam, cioè lo Slam dei sei re, che in base ai soldi diventano anche imperatori, un torneo assolutamente inutile anche se bello da vedere perché è gente che sa giocare ovviamente, ma è un torneo che serve ad arricchire le loro tasche. Non fa classifica, è una vecchia esibizione ma con tanti tanti soldi che doveva essere più vicina ad adesso ed invece è stata spostata proprio perché in quella parte dal punto di vista geopolitico la crisi geopolitica o guerra in Iran o Iran potrebbe portare dei problemi. Allora, situazione è questa: Coppa Davis, ovviamente Jannik Sinner non ci sarà e la squadra che fa a meno di Matteo Berrettini è comunque uno squadrone, anche perché Lorenzo Musetti si è risvegliato in mezzo c'è stato quell'infortunio brutto e ha anche giocato molto bene, Flavio Cobolli ha dimostrato di essere lì per tornare ed è pronto a qualificarsi per le finali, il romano le finali che rimangono sempre a Torino, e poi questa Coppa Davis in cui Simone Bolelli e Andrea Vavassori grande dubbio, e poi ci sono appunto Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, ah beh sì, Luciano Darderi che se la gioca sempre. Per la parte invece automobilismo, andrà a vincere in Messico, ma come detto potrebbero non esserci tutti quei Gran Premi che, e molto dipenderà, sarò franco, da come andranno nei prossimi giorni le elezioni. Finisce finalmente tutta la serie forse di così tante "trampate", perché ci sono le elezioni di midterm negli Stati Uniti e potrebbe cambiare lo scacchiere e qualche "trampata" di meno potrebbe arrivare, di più è difficile. Stesso discorso su Israele, dipende dall'esito delle elezioni per sapere come sarà e come si comporterà Beniamin, questo è il suo nome anche se sento anche corrispondenti che lo chiamano Benjamin e chissà perché, è israeliano quindi Beniamin Netanyahu. Ecco, dipende anche da queste elezioni"


















