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Trento
24 aprile | 11:40

“C'è stata una rapina, devo controllare i suoi gioielli” e il finto carabiniere sparisce con denaro e monili per 8mila euro. I 'veri' militari lo incastrano al casello dell'A22

Nuova truffa del finto carabiniere: grazie all'intervento dei 'veri' militari di Trento il responsabile del raggiro, ai danni di una signora di Aldeno, è stato fermato all'uscita del casello autostradale di Verona

di Redazione

TRENTO. Truffa del finto carabiniere: scatta l'arresto per il responsabile di un raggiro ai danni di una signora di Aldeno. A riportarlo sono i carabinieri di Trento, entrati in azione nel tardo pomeriggio di ieri (23 aprile) per fermare l'uomo.

 

In particolare, dicono le autorità, la vittima era stata contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere di Trento il quale, con il consueto raggiro, le aveva riferito che si era appena verificato un furto in una gioielleria e quindi le aveva prospettato la necessità di verificare la provenienza di denaro e preziosi custoditi in casa.

 

Poco dopo, il truffatore si è presentato personalmente nell'abitazione della donna, qualificandosi falsamente come appartenente all'arma e facendosi consegnare denaro contante e monili per un valore complessivo di quasi 8mila euro, per poi darsi alla fuga. Il piano, però, è durato poco.

 

L'immediata attivazione del dispositivo investigativo da parte dei carabinieri di Trento ha consentito infatti di intercettare il veicolo utilizzato dal malvivente, di pedinarlo e, grazie a un efficace coordinamento operativo con una pattuglia della Polizia stradale di Verona, di bloccarlo all'uscita del casello autostradale del capoluogo scaligero.

 

L'uomo è stato trovato in possesso dell'intera refurtiva, recuperata e restituita alla vittima. L'arrestato è stato invece portato in carcere a Verona, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

“I carabinieri – dicono i militari – colgono l'occasione per ribadire ancora una volta la necessità di maturare una sana diffidenza verso qualsiasi persona che al telefono si presenti come parente, un appartenente alle forze dell'ordine, un 'tecnico comunale' o dipendente di qualunque azienda che fornisca servizi, allorquando la chiamata sia finalizzata a richiedere denaro o, per assurdo, un corrispettivo in monili pur di poter far fronte ad una paventata esigenza e/o problematica improvvisa. Il consiglio è infatti quello di chiamare sempre il 112 anche al minimo dubbio, nella consapevolezza che, di orma, nessuna forza dell'ordine, ente o società chiederà mai, per alcun motivo, il pagamento di qualsiasi tipo di prestazione attraverso telefonate che lo sollecitino tramite metodi che non siano legalmente e sicuramente tracciabili”.

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