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11 marzo | 17:36

Cento anni dalla morte di Carlo de Marchesetti, il botanico-archeologo che ha cambiato la scienza della Venezia Giulia e ha scoperto la Grotta dell'Orso

L'illustre scienziato che ha riscritto il canone degli studi naturalistici e archeologici nell'area giuliana e Adriatica avrà, per il centenario dalla morte, una lunga serie di eventi gratuiti che si dipaneranno per tutto il 2026. Si comincia con la visita guidata alla grotta che scoprì mentre cercava una pianta il ''Crocus Biflorus''. All'interno i resti di un orso delle caverne

TRIESTE. “In ogni campo nel quale è intervenuto ha prodotto testi scientifici divenuti pietre miliari, per certi aspetti ancora oggi insuperate, ecco perché Carlo de Marchesetti è stato un gigante della scienza triestina e italiana”. Con queste parole Deborah Arbulla, conservatrice del Museo di storia naturale di Trieste, ha voluto ricordare il botanico, archeologo, paleontologo triestino Carlo de Marchesetti, durante la conferenza indetta dal comune di Trieste nella giornata di oggi, 11 marzo, volta a illustrare il programma di eventi che la città ha in serbo per celebrare il centesimo anniversario dalla morte dell'illustre scienziato.

 

Nato a Trieste il 17 gennaio 1850 e scomparso l'1 aprile del 1926 Marchesetti è stato semplicemente la figura che ha riscritto il canone degli studi naturalistici e archeologici nell'area giuliana, avendo dato un contributo fondamentale in numerose scoperte avvenute a cavallo tra Otto e Novecento, tanto nel mondo della botanica quanto in quello dell'archeologia. Giova ricordare in tal senso due pubblicazioni importanti quali sono ancora oggi “Flora di Trieste e dei suoi dintorni”, una interessante divagazione sulle erbe e sulle piante del Carso triestino di quasi un secolo e mezzo fa, e “I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia”, testo del 1903 dal quale in pratica viene fatta iniziare una nuova epoca di scoperte e di studi sulle rovine degli antichi insediamenti fortificati dell'Adriatico e non solo.

 

Marchesetti fu anche il primo direttore del Museo di storia naturale di Trieste, nonché colui che diede un impulso imprescindibile al museo, arricchendolo di reperti e di studi. Un filo rosso che attraversa questi cento anni che è stato ripreso, durante la presentazione, anche da Sergio Dolce, a sua volta già direttore del museo, che ha dichiarato: “Mi fa molto piacere prendere parte agli eventi per il centenario dalla morte di Marchesetti, d'altronde lui è stato il primo direttore del museo e io invece l'ultimo. Inaugurerò la serie di appuntamenti conducendo il primo, una visita guidata alla Grotta dell'Orso da lui scoperta, sabato 14 marzo. Quello è un luogo emblematico, che Marchesetti scoprì per caso: all'epoca si trovava a girare per il Carso di Gabrovizza alla ricerca di una pianta, il “Crocus Biflorus”, specie rara che fioriva da quelle parti, e finì col trovarla e contemporaneamente trovò anche l'ingresso di quella che in seguito sarà nota come Grotta dell'Orso. All'interno, infatti, scoprì, per la prima volta nell'area del Carso, i resti dell'orso delle caverne, attestandone così la presenza”.

 

Gli eventi presentati nel circuito museale dal comune di Trieste in occasione del centenario dalla morte di Marchesetti sono tutti a carattere gratuito e si dipanano sia dentro che fuori dal museo con diversi appuntamenti mensili che proseguiranno per tutto il 2026. Il programma è consultabile attraverso il sito del comune di Trieste. Si comincia con la visita alla Grotta dell'Orso del 14 marzo e si terminerà il 19 dicembre con un laboratorio di entomologia a cura di Andrea Colla dal titolo “Il giardino di Marchesetti al microscopio”. In mezzo un altro evento molto importante, quello dedicato alla fondazione del Museo di storia naturale cittadino risalente al 30 novembre 1846.

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