Contenuto sponsorizzato
Bolzano
03 luglio | 18:30

Duecentomila persone intrappolate nel traffico, la galleria di Monte Tondo è ancora un miraggio ma in consiglio è il solito nulla di fatto

Nuova puntata di una infinita saga altoatesina. Oggi i consiglieri Franz Locher, Harald Stauder, Arnold Schuler e Josef Noggler hanno presentato una mozione per cercare di tornare a mettere un po' di fretta alla Giunta ma ecco come si è concluso il lungo dibattito

BOLZANO. Se c’è una costante immutabile nel panorama politico e viabilistico di Bolzano, quella è senza dubbio la discussione sulla galleria di Monte Tondo. Un’opera titanica nelle intenzioni, ma decisamente a passo di lumaca nei fatti. L'ennesima puntata di questa saga infinita è andata in scena oggi tra i banchi del Consiglio provinciale, dove una mozione presentata dai consiglieri Franz Locher, Harald Stauder, Arnold Schuler e Josef Noggler ha cercato di rimettere fretta alla Giunta. Il risultato? Un copione già visto: un po' di numeri per spaventare, qualche frecciatina dalle opposizioni, la promessa di un tesoretto da parte dell'assessore competente e, per non sbagliare, un bel rinvio in autunno per "approfondire".

 

A dare il via alle danze ci ha pensato proprio Franz Locher, che ha riassunto la cronistoria dell'opera con una puntualità che somiglia molto a un'autocritica della stessa maggioranza. Della galleria si parla ormai da una trentina d’anni, la progettazione concreta è partita da una ventina, ma si lavora seriamente alla sua realizzazione solo da cinque. Nel frattempo, Bolzano e i comuni limitrofi sono diventati un imbuto da 200.000 abitanti totali, dove decine di migliaia di pendolari restano regolarmente intrappolati in colonne chilometriche ogni mattina, con buona pace del potenziamento del trasporto pubblico. Se poi ci si mette la pioggia, il caos è assicurato, con turisti e residenti uniti nello stesso destino di lamiere e nervi tesi.

 

La speranza legata all’assegnazione dell’appalto nel 2023 e allo studio di fattibilità del 2024 è andata a scontrarsi contro la dura realtà geologica: trivellazioni continue, rischi idrogeologici e la scoperta che la variante del Talvera, alla fine, non toglierebbe poi così tanto traffico dal centro cittadino. “Ci sono stati tantissimi studi, ma per vari motivi si va avanti a rilento”, ha ammesso Locher, fotografando una situazione che procede decisamente a singhiozzo.

 

Il dibattito in aula ha subito preso una piega decisamente più frizzante quando la parola è passata alle opposizioni, che non si sono lasciate sfuggire l'occasione per pungere la Volkspartei sui ritardi storici del capoluogo. Bernhard Zimmerhofer della Süd-Tiroler Freiheit ha infatti rispolverato i vecchi faldoni degli incidenti stradali legati al traffico pesante e ha lanciato un suggerimento bizzarro ma pragmatico al collega della SVP. Ricordando il caso di Perca, in Val Pusteria, Zimmerhofer ha sottolineato come in quel caso i cittadini siano stati ascoltati solo dopo aver minacciato di abbandonare il partito di raccolta. Un consiglio non troppo velato rivolto a Locher per ottenere attenzione: minacciare la crisi di nervi politica per sbloccare i cantieri.

 

Anche Paul Köllensperger del Team K ha messo il dito nella piaga di una Bolzano che sembra rimasta al palo rispetto al resto della provincia. Mentre ogni piccolo comune dell'Alto Adige vanta ormai la sua circonvallazione, il capoluogo continua a soffocare nei gas di scarico. Köllensperger ha strigliato la Giunta sui ritardi del progetto areale e sulla mancanza di un collegamento serio con la MeBo e la statale 12, lanciando un allarme generazionale: a forza di vedere una città che non progredisce e non risolve i suoi problemi strutturali, i giovani finiscono per andarsene altrove.

 

A gettare acqua sul fuoco, o forse sarebbe meglio dire milioni sul tavolo, è arrivato l’assessore Daniel Alfreider. Alfreider ha annunciato che nel bilancio di previsione ci sono ben 200 milioni di euro pronti per il progetto di Monte Tondo. L'assessore ha ammesso l'esistenza di un dibattito interno alla stessa SVP, confermando l'impegno comune con Locher per trovare le coperture finanziarie, ma ha anche messo le mani avanti: la fase di progettazione avviata un anno fa ha sollevato problemi tecnici non indifferenti.

 

La ricetta di Alfreider per uscire dall'impasse è la più classica delle formule politiche: serve la collaborazione di tutti, dal Comune di Bolzano fino alla popolazione, possibilmente supportata da una larghissima maggioranza anche a livello municipale. Una mossa diplomatica per allargare le responsabilità delle future decisioni, che dovranno per forza di cose essere condivise per evitare veti incrociati.

 

E come si chiude una discussione così accesa su un tema che si trascina da tre decenni? Naturalmente con una tregua. Lo stesso Franz Locher, preso atto delle dichiarazioni dell'assessore e della necessità di non forzare la mano, ha chiesto e ottenuto la sospensione della mozione. Se ne riparlerà in autunno, quando la Giunta dovrebbe presentare i chiarimenti richiesti. Bolzano, nel frattempo, può continuare a mettersi comoda in coda.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Sport
| 03 luglio | 21:17
Marco Bonarrigo è uno dei giornalisti italiani più preparati in materia di doping. Inviato del Corriere della Sera in occasione dei [...]
Cronaca
| 03 luglio | 20:33
Il 79enne ha perso la vita in seguito a un terribile incidente stradale in galleria: sotto shock la moglie che viaggiava con lui
Ambiente
| 03 luglio | 19:44
Vittoria definitiva in cassazione e grande soddisfazione per Lndc Animal Protection, Lav e Wwf Italia: "L’ordinanza ribadisce un principio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato