Il biglietto enigmatico lasciato dal marito e il movente che non si trova: quello che sappiamo sulla tragedia di Latisana
Un biglietto con un testo è stato ritrovato sul tavolo della cucina, breve ed enigmatico, scritto da Luigi Codotto e che appare come uno stralcio di un quadro più ampio e complesso, che adesso gli investigatori stanno cercando di dipanare

LATISANA (UDINE). La comunità di Latisana è ancora sotto choc a fronte dell'agghiacciante femminicidio-suicidio che ha riguardato i coniugi ritrovati senza vita nella tarda mattinata del 22 gennaio nella loro abitazione di Pertegada, frazione di Latisana in provincia di Udine, nella quale l'ottantenne Luigi Codotto ha assalito la moglie Luigia Rossi, di due anni più giovane, uccidendola prima di togliersi a sua volta la vita.
La ricostruzione offerta dagli inquirenti tratteggia una vicenda drammatica e sconcertante, ambientata in via delle Casette a Pertegada, una frazione rivolta a sud rispetto al centro di Latisana, verso il mare, composta da casette a schiera non distante dalla rinomata località di Lignano Sabbiadoro. Il classico luogo un po' periferico in cui tutti si conoscono e dove non succede mai nulla, specie d'inverno. Qui una coppia, ormai anziana, ha trascorso una vita intera insieme, tanto è vero che hanno avuto tre figli. Luigi, per tutti “Gigi” l'ha trascorsa tra lavori di muratura e le estati passate come bagnino o sul noleggio dei mosconi a Lignano. Lei invece, Luigia, era casalinga, e ogni tanto affiancava il marito nel lavoro. Una vita tuttavia progressivamente sempre più silenziosa e ritirata, finché, pochi giorni fa, Luigi si è avvicinato alla moglie brandendo un'accetta mentre questa dormiva nel suo letto, e l'ha uccisa dopo ripetuti colpi alla testa.
A quel punto ha impugnato un coltello e si è inflitto una ferita mortale al torace. Ciò che rimane ancora da determinare con certezza sono il movente e la finestra temporale precisa entro cui si sarebbe consumata la tragedia, ma in ogni caso sarebbero passate molte ore, verosimilmente alcuni giorni, prima che i due corpi venissero scoperti dalla sorella della donna deceduta. Il ritrovamento è avvenuto infatti da parte sua dopo i ripetuti tentativi andati a vuoto di raggiungere telefonicamente Luigia.
Una fine, quella dei due anziani, talmente sconcertante da gettare nello sgomento e nell'incredulità i residenti della zona, i quali conoscevano la coppia, alcuni di essi infatti hanno parlato ai media locali come di due persone riservate, di un disagio che si avvertiva ma dove nulla lasciava presagire l'imminente esplosione di una violenza di tale portata. Uno dei figli della coppia, Alessio, viveva con i genitori nella casa ma in quei giorni si trovava in ospedale, ricoverato.
Ma il particolare più enigmatico è sicuramente il bigliettino che è stato ritrovato sul tavolo della cucina, che recita: “L'ho fatto per amore, non aprite l'acqua, addio figli”. E' un breve testo scritto da Luigi Codotto, forse poco prima di uccidere la moglie, o forse poco dopo averlo fatto, ma che appare come uno stralcio di un quadro più ampio e complesso, che adesso gli investigatori stanno cercando di dipanare. La frase che dice di “non aprire l'acqua” in particolare è attualmente un mistero, e ha fatto scattare fin da subito i controlli alla rete idrica della casa, alla ricerca di anomalie o di indizi, ma senza che nulla sia fin qui risaltato. Le armi della tragedia, l'accetta e il coltello, sono state entrambe rinvenute nel soggiorno della casa ma le tracce di sangue, come riportato dall'Ansa, sono state trovate anche fuori dall'abitazione.












