"Maxi tunnel sulla Gardesana? Vittoria per Comuni, residenti e ambiente", Gavazzoni dopo l'ok definitivo del Ministero: "Ha meno impatto ambientale di certi tratti di Ciclovia"
Variante della Ss45 bis della Gardesana Occidentale, via libera definitivo del Ministero. Il commento del vicepresidente della Comunità del Garda e vicesindaco di Peschiera Filippo Gavazzoni: "Permetterà di togliere il traffico da strade assolutamente incompatibili con i grandi flussi di auto ed è un’opera che ha un impatto ambientale minore rispetto ad altri interventi che in passato ho criticato personalmente, come alcuni tratti della Ciclovia del Garda"

BRESCIA. "Sono assolutamente favorevole all’opera: chi vive nei comuni del Lago di Garda conosce bene, chi più chi meno, il problema di un traffico sempre crescente. Questo è normale, perché il lago è una meta ambita su scala mondiale, e almeno per ora il numero delle presenze continuerà ad aumentare".
A dirlo è il Filippo Gavazzoni, vicesindaco di Peschiera del Garda e vicepresidente della Comunità del Garda, a pochi giorni dal via libera definitivo del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica alla variante della Ss45 bis della Gardesana Occidentale (QUI ARTICOLO) che prevede diverse opere, tra cui il maxi tunnel tra Gargnano e Tignale che permetterà di bypassare le vecchie gallerie ‘D’Acli’, ‘Eutemia’ e ‘Dei Ciclopi’ migliorando la sicurezza e la viabilità in una delle zone più "critiche" della sponda bresciana del Lago di Garda.
L'intervento, per il quale è stato emanato il giudizio positivo di compatibilità ambientale, avrà un costo di circa 126,2 milioni di euro e ora, ha comunicato la Regione Lombardia, l’obiettivo è procedere con l'appalto il prima possibile.
Al di là delle questione tecniche, Gavazzoni analizza l'impatto che la variabile avrà sul "sistema gardesano", pensando alla gestione dei grandi flussi turistici. "Permetterà di togliere il traffico da strade - spiega - assolutamente incompatibili con i grandi flussi di auto. Lo dico da amministratore di Peschiera, ma anche da residente: so bene cosa significhi abitare in un crocevia dove, durante tutto l’anno, confluiscono tantissime persone, congestionando la viabilità".
L'ok del Ministero alla variante della Gardesana Occidentale, osserva il vicesindaco di Peschiera, "rappresenta sicuramente una vittoria per tutti: per i Comuni interessati, per il turismo, per i residenti e anche per l’ambiente perché parliamo di un’opera che non danneggerà l’ambiente e che permetterà di bypassare tre strette gallerie costruite quasi cento anni fa e che, proprio per la loro conformazione, soprattutto nei mesi più critici, creano una grave congestione del traffico".
Insomma, la visione è chiara: la variante rappresenta un piano B, ma anche un "plus per la viabilità" oltre che "l'unica soluzione possibile per il futuro dell'area", pensando anche alla questione ambientale. "I risvolti non possono che essere positivi - spiega - perché convivere costantemente con code interminabili non giova certo all’ambiente, anche per le emissioni prodotte dai veicoli".
Partendo dalla maxi opera, l'amministratore affina e allarga lo sguardo, specificando come sia necessario partire dal ragionamento che "non si può pensare di far sparire il turismo gardesano" e che interventi come questo "servono a gestirlo nel modo migliore, limitando il suo impatto sul territorio".
Al netto di questo, Gavazzoni rimarca un tema che più volte ha ribadito, il fatto che "non bisogna dimenticarsi che il Lago di Garda, per quanto riguarda i flussi e l'impatto antropico, ha un limite e probabilmente l'abbiamo giù superato e che per questo servono interventi capaci di alleggerire la pressione, senza danneggiare l'ambiente".
Nella convinzione che "è fondamentale pensare al benessere delle comunità gardesane", il vicepresidente della Comunità del Garda osserva che la variante della Gardesana Occidentale "è un’opera che ha un impatto ambientale sicuramente minore rispetto ad altri interventi che in passato ho criticato personalmente, come alcuni tratti della Ciclovia del Garda".
Si spieghi meglio. " Un esempio? Parlo di alcuni tratti a sbalzo della Ciclovia - specifica - sui quali non ho mai nascosto perplessità: comprendo la necessità di realizzare tratti di pista ciclabile, e dove è possibile farli ben venga, ma dove invece ci sono criticità sarebbe opportuno cercare soluzioni diverse".
Un ultimo pensiero relativo alla nuova variante Filippo Gavazzoni lo dedica ai materiali di risulta che verranno prodotti dagli scavi, che dovranno essere gestiti al meglio. "Parliamo comunque di materiali inerti e quindi non dannoso per l’ambiente - prosegue - ma bisognerà trovare soluzioni adeguate per il loro smaltimento: è una criticità da tenere in considerazione e che sarà certamente affrontata in modo efficace, ma è ben poca cosa rispetto ai benefici portati dalla realizzazione dell’opera".












