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FVG
08 luglio | 11:51

Mazze da baseball, bastoni e tubi in metallo, ondata di risse e violenze in città: nei guai 15 ragazzi tra i 18 e i 20 anni

La questura di Trieste ha aperto un'indagine nei confronti di alcuni giovani che sono stati risultati appartenere a un gruppo violento e consolidato già protagonista di diverse aggressioni negli scorsi mesi: sequestrata una "quantità allarmante" di armi improprie. Per gli indagati è scattato il divieto “Dacur” che vieta loro di accedere alle aree della "vita notturna" della città

TRIESTE. E' un'ondata di violenza preoccupante quella che si registra negli ultimi mesi a Trieste e provincia da parte di alcuni gruppi di giovani, sia italiani che stranieri sui quali sta indagando la questura.

 

La polizia di Stato ha infatti dichiarato di aver eseguito 15 perquisizioni lo scorso 25 giugno, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura, verso alcuni ragazzi di età compresa tra i 18 e 20 anni ritenuti coinvolti in una serie di risse e aggressioni avvenute a danno di altri coetanei nell'ultimo periodo.

 

Tra gli episodi più gravi finiti sotto la lente degli inquirenti figura una violenta rissa, scoppiata a suon di mazze e bastoni, avvenuta il 20 maggio in via Pascoli a Trieste, che aveva creato disagio e forte apprensione anche tra i residenti che poi hanno chiamato la polizia.

 

Gli agenti, intervenuti a sedare gli animi, in quell'occasione hanno infatti sequestrato una quantità allarmante di armi improprie, tra le quali, oltre a un coltello, figuravano mazze da baseball e tubi di metallo. Da lì, la conseguente indagine ha permesso di ricostruire un quadro più chiaro riguardo a questi violenti: alcuni di essi infatti sarebbero stati gli stessi ad aver creato scompiglio in occasione dell'ultimo carnevale di Muggia, e nel complesso sono risultati appartenere a un nucleo consolidato di giovani molesti e particolarmente inclini alle maniere forti.

 

“I giovani risultano indagati, in concorso e a vario titolo – ha reso noto la questura -, per i reati di lesioni aggravate e minacce, in relazione ai diversi episodi di violenza ricostruiti nel corso delle indagini. Parallelamente, il questore di Trieste ha adottato nei confronti di tutti i soggetti coinvolti misure di prevenzione personale quali 'Dacur' (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), che impediscono ai destinatari di frequentare specifiche zone della città individuate dall’Autorità di pubblica sicurezza e fogli di via obbligatori”.

 

Secondo la questura inoltre l'interdizione applicata verso i giovani violenti, e che impedisce loro l'accesso alle aree nevralgiche della “movida” triestina, sarebbe solo una componente del quadro più ampio che vede la polizia continuamente impegnata nell'arginare episodi di degrado a Trieste, contestualmente al rafforzamento dei controlli che è stato introdotto nelle ultime settimane relativamente al periodo estivo.

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